A visitor looks at "The Key in the Hand" a piece of art by Japanese artist Chiharu Shiota presented at Japan's pavilion during the 56th International Art Exhibition (Biennale d'Arte) titled "All the Worlds Futures" on May 5, 2015 in Venice. AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS == RESTRICTED TO EDITORIAL USE, MANDATORY MENTION OF THE ARTIST TO ILLUSTRATE THE EVENT AS SPECIFIED IN THE CAPTION === (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

La Biennale di Venezia / Venerdรฌ 28 settembre inaugura la Biennale Musica

The Yellow Shark di Frank Zappa:

quando la musica classica suona come il rock

Artista di culto come pochi al mondo, con fanzine, siti, saggi che celebrano il genio di Baltimora, Frank Zappalascia con The Yellow Shark – album nato dalla registrazione dei concerti tenuti ย nellโ€™ottobre 1992 a Francoforte, Berlino e Vienna – il suo testamento-capolavoro. Ed รจ The Yellow Shark, presentato per la prima volta in Italia nella sua versione integrale, a inaugurare venerdรฌ 28 settembre il 62. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele e organizzato dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

โ€œIl festival affronta una sfida โ€“ afferma Paolo Baratta. L’apertura ai vari generi che un tempo poteva essere effettuata con apposite sezioni secondarie che finivano comunque col sottolineare i confini tra i generi stessi รจ ย questa volta piena. Senza confini seguiamo pienamente il modello โ€˜apertoโ€™. Diventa cosรฌ ancor piรน impegnativa la scelta delle opere e degli esecutoriโ€.

The Yellow Shark va in scena al Teatro Goldoni (ore 20.00) con i 26 elementi del PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble) diretti da Tonino Battista; sul palco in qualitร  di โ€œmaestro di cerimonieโ€ David Moss, uno dei piรน originali vocalist del mondo, conteso dai maggiori teatri e festival internazionali, giร  interprete del Frank Zappa Project con lโ€™Ensemble Modern nel 2002 e dellโ€™omaggio a Zappa sempre con il PMCE nel 2011. Il concerto sarร  trasmesso in diretta su Rai Radio 3.

The Yellow Shark รจ considerato la testimonianza piรน alta della capacitร  di Frank Zappa di far convivere gli stili piรน diversi โ€“ dal rock sperimentale al jazz al pop alla musica contemporanea di Varรจse, Stravinskij, Webern โ€“ integrandoli in una architettura compositiva rigorosa e riuscendo a far suonare un complesso di musica classica come una grande rock band conquistata alla prassi della performance con tanto di amplificazioni, cosรฌ come era riuscito a portare la disciplina interpretativa e un senso altissimo del fare musica nellโ€™ensemble rock. Utilizzando la tecnica del collage sonoro per cui tutto entra nel processo compositivo ed รจ manipolabile – nuovi arrangiamenti di vecchi pezzi, brani nuovi, sovraincisioni di tracce provenienti da registrazioni diverse, dal vivo e in studio, improvvisazioni, editing e pagina scritta โ€“ Zappa costruisce il proprio monumento alla libertร  della musica, affrancandola da qualsiasi regola a qualunque genere essa appartenga. Ed รจ anche questo spirito antagonista verso ogni accademismo ad imparentarlo allโ€™avanguardia musicale americana.

I pezzi di The Yellow Shark, tutti accomunati da una notevole complessitร  a livello musicale, includono lavori dell’esordio opportunamente arrangiati, come Uncle Meat e Dog Breath Variations, e pezzi nuovi, come Outrage at Valdez, Welcome to the United States e Questi Cazzi di Piccione, brano dedicato a Venezia, con il ritmo delle note che per il loro numero dovrebbe rievocare i piccioni che invadono la cittร  lagunare, come specificato nelle note di copertina: โ€œSta a significare โ€˜These Fucking Pigeonsโ€™. Se siete mai stati a Venezia, beh, al posto degli alberi hanno i piccioni, e i prodotti dei piccioni. Il che probabilmente รจ una delle ragioni per cui la cittร  sta affondando. Il titolo รจ da una riflessione successiva. Ci sono tutti questi colpetti nel brano, che sono stati un’idea dei suonatori degli archi. Quando hanno provato a imparare il brano, รจ stato molto difficile per loro imparare il ritmo e ricordarselo. Per questo uno dei ragazzi ha detto โ€˜Beh, perchรฉ non battiamo il tempo sui nostri strumenti mentre stiamo suonando?โ€™ — perchรฉ stavano suonando senza un direttore. Quando lo hanno suonato per me con i colpi dentro, ho detto loro di tenerli. Cosรฌ potete immaginare che siano piccioniโ€ (Frank Zappa). Altri momenti nel segno dellโ€™umorismo alla Zappa, nel concerto e nellโ€™album, si trovano nel brano-invettiva contro il consumismo americano Food Gathering In Post-Industrial America e nellโ€™esilarante Welcome to the United States, dove si leggono alcuni passi del modulo per l’immigrazione negli Stati Uniti distribuito negli aerei, corredato dalle note di Zappa che ne ridicolizzano l’ovvietร  e l’insensatezza dei quesiti.

Eseguito a partire dagli anni โ€™70 da direttori come Pierre Boulez con il suo InterContemporain, Zubin Mehta con la Los Angeles Philarmonic Orchestra e Kent Nagano con la Berkeley Symphony Orchestra, Frank Zappa, nella sua unicitร , รจ fra quei musicisti del secondo Novecento che hanno trovato vie dโ€™uscita inedite alle questioni poste dal comporre contemporaneo. Come scrive il critico Giordano Montecchi nel libro Frank Zappa. Rock come prassi compositiva: โ€œFacendo tesoro di quel disinibito empirismo della sperimentazione che costituisce uno dei lasciti piรน significativi della musica statunitense del secolo scorso, Frank Zappa tratta lโ€™improvvisazione, i riti della performance lโ€™editing e il sound engineering con lo stesso atteggiamento scrupoloso e coerente col quale affronta la pagina scritta. Fra tutti questi diversi aspetti, Zappa tesse una fitta rete capace di integrare fra loro concezioni e pratiche diversissime, appartenenti sia alla tradizione musicale letterata, sia alla nuova cultura dellโ€™oralitร  mediatica. Il tutto tenendo ferma una visione sgombra da qualsiasi a priori ideologico; una visione che incardina il giudizio estetico allโ€™ascolto e rivendica lโ€™emancipazione, o meglio la reintegrazione dellโ€™intrattenimento come finalitร  degna di assoluto rispetto, anche sul piano esteticoโ€.

IL PROGRAMMA DI VENERDรŒ 28 SETTEMBRE

ore 20.00 – Teatro Goldoni

PARCO DELLA MUSICA CONTEMPORANEA ENSEMBLE

Frank Zappa – The Yellow Shark (1992, 75โ€™) prima es. it della versione integrale

Tonino Battista direttore

David Moss performer