Open day 28 settembre al Teatro Villa Pamphilj per conoscere tutte le attivitร  del corso di teatro dedicato ai ragazzi dai 15 ai 19 anni che prenderร  il via a ottobre.

Il laboratorio di teatro e drammaturgia รจ un incontro. Un incontro con sรฉ stessi e con gli altri. Un incontro con le parole. Un momento di studio dove poter approfondire i propri mezzi espressivi, vocali e corporei allโ€™interno di un gruppo di lavoro. Unโ€™esperienza di condivisione e collaborazione per capire le potenzialitร  dellโ€™ensemble: lavorare insieme รจ il primo obbiettivo da raggiungere. Il laboratorio รจ, inoltre, unโ€™occasione per sviluppare una crescita individuale e collettiva, partendo dalle diversitร . La diversitร  รจ una ricchezza che ci rende unici, prenderne coscienza e valorizzarla รจ il nostro punto di partenza. Il laboratorio รจ un percorso che inizia dal silenzio e dallโ€™ascolto, dallโ€™osservazione dellโ€™altro e dalla consapevolezza di noi stessi per giungere infine alla parola, alla creazione di un testo nato dalla necessitร , spontaneitร , creativitร  del gruppo di ragazzi. Attraverso giochi di teatro, esercizi di tecnica, percorsi di improvvisazione, rielaborazione di testi, prove di scrittura collettiva arriveremo alla creazione di un gruppo e di un testo, elaborato dai partecipanti al laboratorio, che andrร  in scena a fine corso.

 

Sabato 29 settembre, ore 11.30 โ€“ Ingresso libero

ย PRESENTAZIONE LIBRO

โ€œMALATEMPORAโ€ di Daniela Amenta

 

La Grande bellezza? Non pervenuta. La Caput per una volta esce a gamba tesa dalle cartoline, dalla retorica e dai luoghi comuni per mostrarsi com’รจ. Faticosa, disperata, cinica, terribile. Figlia del Dio Marte e di una mamma lupa feroce. Quindi guerriera e mignotta in pari grado.ย  Ma anche esilarante, assurda, divertente.ย  Cattivissima.

Malatempora, il nuovo libro di Daniela Amenta, edito da Edizioni All Around, รจ un diario lungo due anni. Sottotitolo โ€œRoma ai tempi di Virginia Raggiโ€. Si parte dal commissario Tronca fino alle nemesi di Spelacchio. Una cittร  raccontata dai finestrini degli autobus, dalle stazioni della metro, dai condomini della periferia a Sud, lร  dove il Tevere incontra il mare e la folla dei lavavetri bangla che si dividono la Colombo con le prostitute.ย Una cittร  popolata da personaggi tragicomici che resistono come possono all’infinito casino di una metropoli che ancora non ha imparato ad essere tale e sogna di rimanere un paesone disteso oltre l’hinterland. Gli scandali, le gaffe, le elezioni, le promesse, l’arrancare quotidiano ma soprattutto la tempra di chi alla fine vuole bene all’Urbe eterna.ย Tra gag fulminanti, battutacce, flash, scritte sui muri e un filo di malinconia si dipana il filo diย una cittร  unica, insondabile e pazza. Roma, cioรจ.

 

Daniela Amenta รจ giornalista, ex capo delle culture e degli spettacoli de l’Unitร . Ha scritto di musica sulle principali testate specializzate e ne ha parlato a lungo dai microfoni della Rai, conducendo Stereonotte e Notturno Italiano. E’ stata caporedattore di Epolis e dell’Unitร , direttore di Radio Cittร  Futura.ย  Per Baldini&Castoldi ha pubblicato nel 2015 il romanzo โ€œLa ladra di pianteโ€, e nel 2017 per Cniย  “Freak Out – Psicofisiologia di un genio”, saggio dedicato alla vicenda umana e artistica di Freak Antoni. E’ tra gli autori di โ€œFuoriRomaโ€, il programma di Concita De Gregorio per Rai3. Ha la tessera Atac.

 

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domenica 30 settembre, ore 11,00 โ€“ Ingresso libero

Scuola Popolare di Musica Testaccioย & Donna Olimpiaย 

presentano

FESTIVAL โ€œLE VIE DEL JAZZโ€

Secondo appuntamento del festival โ€œLe Vie del Jazzโ€.

Un inedito racconto della storia del jazz attraverso i contesti storici e culturali che hanno generato influenze, commistioni, geniali intuizioni, contaminazioni affidato ad un gruppo di musicisti che illustrerร  gli incontri con ascolti guidati, filmati e musica dal vivo realizzati come veri e propri โ€œracconti concertatiโ€.

Anche in questa occasione verranno toccate, conosciute ed ascoltate le varie โ€œanimeโ€ del jazz e le molteplici culture che, partendo dal blues e dal gospel, hanno via via arricchito questo linguaggio fino a renderlo un vero e proprio esperanto della musica.

Un linguaggio comprensibile in quasi ogni parte del mondo, un luogo di trasformazione ed un veicolo di incontro culturale senza precedenti.

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CORTOCIRCUITI

di Antonio Apuzzo e Mauro Cardi

per trio jazz e ensemble

prima esecuzione assoluta

con

Orselli/Apuzzo/Lalla Trio:

Antonio Apuzzo, sassofoni e clarinetti

Sandro Lalla, contrabbasso

Mauro Orselli, batteria

e

Freon Ensemble

Massimo Bartoletti, tromba

Indiana Raffaelli, contrabbasso

Rodolfo Rossi, percussioni

Stefano Cardi, chitarra e direzione

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Lโ€™idea di Cortocircuiti nasce da una vecchia amicizia che risale alla fine degli anni โ€™70, quando Antonio Apuzzo, Mauro e Stefano Cardi fondarono, con altri musicisti, la Scuola popolare di Musica di Villa Gordiani e fa seguito a un progetto precedente, Luz, eseguito in diretta RAI RadioTre nel 1997.

Il tema รจ quello dellโ€™incontro, tra musicisti di aree diverse, la musica contemporanea e il jazz.

 

La struttura di Cortocircuiti, similmente ad un Rondรฒ, alterna dei Refrain (TUTTI, scrittura deterministica), a degli Episodi (SOLI, scrittura libera/aleatoria, improvvisazione). I Refrain si sviluppano linearmente, come variazioni a catena. Gli Episodi, in cui i tre solisti improvvisano sulle griglie predisposte dagli autori, elaborano ciascuna un diverso tassello dei materiali del Refrain. Rispetto alla riconoscibilitร  e alla continuitร  dei Refrain, gli Episodi procedono per discontinuitร , arrestano la linearitร  del processo principale per soffermarsi sullโ€™elaborazione di alcuni dettagli.

 

Il rapporto tra il trio e lโ€™ensemble oscilla tra antagonismo e fusione, ma questi due estremi non vanno riferiti semplicisticamente ai diversi retroterra da cui procedono i due autori (fusione = scrittura predeterminata, prevalenza dellโ€™ensemble; antagonismo = improvvisazione, prevalenza del trio jazz); la scommessa anzi consiste proprio nel suo opposto: ridisegnare ogni volta la configurazione del complesso che, combinando i 3 con i 4 dร  luogo a un gruppo modulare di 7 elementi. La stessa scelta degli interpreti รจ stata da ciรฒ suggerita, un trio di jazzisti idonei anche ad integrarsi allโ€™ensemble quando il decorso formale del pezzo lo richiede e la partitura รจ scritta in maniera puntuale e dallโ€™altro lato un ensemble i cui componenti fossero โ€œculturalmenteโ€ e per sensibilitร  vicini allโ€™improvvisazione. Piรน che sullโ€™accostamento tra trio e ensemble il cortocircuito avviene dunque nellโ€™accostamento dei linguaggi e dei mondi espressivi. Da questo punto di vista lโ€™operazione, che non vuole certo allinearsi a esperienze definibili di โ€œcontaminazione linguisticaโ€ (categoria anzi a nostro avviso abusata e spesso mistificatrice), vuole piuttosto collocarsi, esplorandola compositivamente, su quella zona di confine in cui naturalmente si toccano le forme piรน sperimentali della musica dโ€™oggi e che in precedenza, pur provenendo da esperienze diverse, abbiamo come compositori e interpreti piรน volte lambito.

 

Prima del brano di Apuzzo/Cardi verrร  eseguito da Stefano Cardi alla chitarra, in omaggio a Third Stream, Toccata for solo guitar di Gunther Schuller