Sara Lubrano, cosa significa per lei l’arte?

L’Arte è la capacità di emozionare attraverso un manufatto. È quando guardando qualcosa avverti la pelle d’oca.

Cosa ama della vita?

Della vita amo la natura che è una continua scoperta di bellezza infinita: le foglie, il mare, gli animali, il profumo dei fiori. Amo le persone di cuore e passionali, quelle che non si conservano mai, ma che sono più felici nel donare che nel ricevere. Utilizzo il verbo conservare come a voler dire che non si lanciano in generale: nei sogni come nelle relazioni. A me piacciono le persone che si mettono in gioco, che tirano fuori il coraggio nonostante l consapevolezza che qualcosa potrebbe non andare per il verso giusto, credo che questa sia la differenza tra vivere e sopravvivere. Sono molto curiosa e amo viaggiare alla scoperta di luoghi e tradizioni, io appunto vivo fin troppo, e nonostante i lividi resto della stessa convinzione che ne valga la pena e vado avanti fiera delle esperienze belle e brutte di cui faccio tesoro.

Quale è la sua professione?

Sono una creatrice di gioielli. Ho sempre amato questo mondo per me in principio utopico, che con il passare degli anni ho sentito sempre più forte dentro me. Oramai siamo una sola cosa, non potrei fare altro nella vita. Se parliamo del mio futuro, posso mettere in discussione tantissime cose ma sicuramente non questo: io sono una creatrice di gioielli!Amo immaginarli, plasmarli, stare lì avanti alla spiritiera, la lampada di cui mi servo per modellare la cera, e mi rilasso ma al tempo stesso evado con la mente e viaggio stando ferma lì ma con la mente vado anche molto lontano

In cosa consiste la sua professione?

Consiste nell’assecondare la mia indole e lasciarmi trasportare dalla creatività. Così dò spazio alle idee che trasformo prima in disegno, poi in cartamodello, poi in cera, infine in metallo da rifinire e incastonare per dar vita ai gioielli. Mi avvalgo dell’antica tecnica della cera persa, nata come tecnica scultorea nel V sec a.C. e applicata poi alla gioielleria.

Meglio stilista o creatrice di gioielli?

Non esiste il meglio in assoluto, la cosa migliore è sempre assecondarsi, comprendere la propria indole e scegliere in base ad essa. Io non riuscirei a disegnare senza creare perché per me sono due fasi indispensabili affinché tutto sia come ho in mente, anzi io spesso creo senza disegnare, quasi come se entrassi in un mondo tutto mio a contatto con la cera e le pietre, le mani fanno da sé, senza che io sappia veramente cosa sto facendo, poi man mano me ne rendo conto. E’ come se le mani fossero più lungimiranti del mio pensare. Quando realizzo monili in questo modo, trovo che sono i più belli, in genere sono i pezzi unici ma non sono io a deciderlo, è necessario che ci sia il momento giusto, con le giuste pietre o materiali a disposizione. Così è avvenuto ad esempio nel caso del co-branding con Amarelli: ho creato un collier rigido con un grande tronco di liquirizia, della gomma arabica, cabochon di ambra incastonati e quarzi fumè in chiusura del collier. Il risultato è stato un collier unico, dalla forma irregolare ma molto affascinante che è rimasto in vetrina per appena un paio di giorni. A volte osare premia tanto ed un monile che potrebbe sembrare quasi impossibile da indossare poiché troppo particolare, è il primo a catturare l’attenzione di chi passa alla ricerca di qualcosa di unico.

Cosa ama dei gioielli?

Amo il fatto che siano belli e pieni di significato, perché sono frutto del tempo e della passione di chi li  ha creati, racchiudono i desideri di chi li ha acquistati, fermano il tempo ricordando momenti particolari, persone care, luoghi e fatti, è come se fossero delle bolle di ricordi racchiusi in qualcosa di molto bello anche alla vista

Ci racconta le sue collezioni?

Le mie collezioni nascono soprattutto dai viaggi, dal confronto con la moda espressa però con un tocco personale di gusto. Ogni collezione è frutto di tecniche particolari (a lastra, a filo, floreale, scultura..), in modo che non siano troppo simili e che al tempo stesso ci sia uno stile di fondo che le accomuna, guardando i gioielli si percepisce la mia mano. La mia prima collezione, quindi un must have, è la Logo: linee sinuose e fili di cera si fondono in delicate spirali, dando vita ai gioielli della linea logo. Raffinati e versatili, si prestano a molteplici interpretazioni: dalle semplici fedine ai monili minuziosamente lavorati e arricchiti con pietre preziose. La linea logo dà nuova vita all’antico gancio pompeiano, in gergo chiamato monachina, dapprima esclusivamente utilizzato come amo degli orecchini ed oggi protagonista della collezione. Una rivisitazione che lo rende ora più moderno e di tendenza con fili sottili che si prestano ad un gioco di pizzi e ricami; ora nuovamente classico e con fili spessi e fitti per linee più tradizionali.

Cosa racconta lei con le sue collezioni?

Racconto emozioni, la gioia di vita che mi contraddistingue, il mio ottimismo, l’essere una persona sognatrice e romantica, che non si arrende mai. Racconto la natura che tanto amo, vista attraverso i miei occhi.

Cosa ama del suo lavoro?

Del mio lavoro e in generale della vita amo la libertà intesa come facoltà di esprimersi e mostrarsi per ciò che si è. Amo il contatto con le persone perché mi piace tanto stare in compagnia e dialogare perché il confronto è sempre costruttivo. Amo il momento in cui le clienti guardano i gioielli con occhi sognanti e ne scelgono uno, che in quel momento regala loro un grande sorriso, allora mi sento fortunata.

Come sono le sue creazioni?

Le mie creazioni sono molto ricamate, quasi sempre tondeggianti, hanno un sapore antico dato dalla tecnica ma un design attuale, frutto dello studio della moda del momento. Ma soprattutto sono monili pieni di amore perché ho sempre desiderato creare gioielli e seppur siano trascorsi quasi 10 anni dall’inizio della mia attività, ancora a volte non ci credo che il mio lavoro sia proprio questo.

Quale è il suo gioielliere preferito?

Il mio gioielliere preferito è il grande Rene’ Lalique. Anche Lalique praticava la fusione a cera persa. Per sviluppare i suoi temi è riuscito a fare accostamenti insoliti , come il bronzo ai diamanti, l’oro o l’argento al corno o all’avorio, le pietre dure e le perle al cristallo intagliato. I suoi monili rappresentano spesso donne, fiori, foglie e animali, i suoi gioielli sembrano essere usciti da un minuscolo giardino incantato. Amo Lalique soprattutto perché ha rivoluzionato i canoni dell’oreficeria, accostando materiali umili ai più nobili, allontanando anche il concetto di bene rifugio. I gioielli vengono indossati da donne famose per puri intendimenti estetici e non per il valore intrinseco dell’oggetto. Con lui nasce il gioiello per l’arte poiché i gioielli prendono vita e non sono dei semplici oggetti fine a se stessi.

Cosa ama del bel mondo?

Del mondo amo la differenza delle culture e il fatto che ognuno possa arricchirsi di esperienze viaggiando

Cosa ama del mare?

Del mare amo il suo profumo, il suono, la pace che trasmette nel guardare l’orizzonte perfettamente dritto che contrasta con il movimento delle onde.

Il mare è grande finte di ispirazione.

Non a caso un mio collier esposto al Pan porta il nome di “Oltremare”. Se penso a qualcosa di perfetto nella sua imperfezione, qualcosa che sia straordinario proprio in quanto impreciso e manchevole, la prima cosa che mi sovviene è la natura. La natura è così complessa e affascinante, apparentemente senza criteri e regole definite, eppure così precisa e fruttuosa da lasciare sbalorditi di fronte ad un così grande mistero di perfezione. Tutto il fascino della natura lo ritrovo nel mare, nelle sue onde che si ripetono eppure non sono mai uguali, nei suoi colori che cambiano, nel suo essere così calmo e rilassante a volte, agitato e inquietante tante altre. Il mare sa essere pace e tormento, gioia e pena, compagnia e solitudine. La mia opera Oltremare è una sintesi del mare, di tutti i suoi aspetti e del suo essere poliedrico racchiusi nel turchese messicano, nella labradorite e infine in un sassolino a forma di cuore. Il turchese rappresenta il mare nella sua fase calma, il colore dell’acqua cristallina, i ricordi piacevoli. Le venature della pietra ricordano le linee d’ombra create dai raggi di luce che riflettono nell’acqua e si incontrano con l’andirivieni delle onde. Proprio per richiamare il loro movimento sinuoso ho realizzato il castone con una lavorazione a filo dalle linee morbide. Nel mezzo del collier, ho scelto una labradorite grigia: una pietra cangiante, dal colore che varia a seconda della luce, passando dal blu carico e lucente fino al blu scuro più profondo, quasi grigio. Il suo aspetto ricorda il mare in tempesta, travolgente e carico di energia, imprevedibile In chiusura, più in basso, la pietra più piccola, un semplice sassolino. Per me rappresenta la sintesi dei due aspetti del mare, l’unione degli opposti che convivono in questa opera della natura così ricca di fascino. Il sassolino è continuamente sottoposto alla forza dell’acqua che lo modella regalandogli forme ogni volta diverse. Il suo aspetto è il frutto di un tempo indefinito in cui è stato levigato dalle onde ora vigorose, ora più fiacche. Il sassolino è diventato un cuore. Non è simmetrico, non è perfetto nel senso geometrico del termine, eppure è l’incontro di due contrari che si completano a vicenda. “La perfezione è utopia”. “È noiosa”. “Non esiste!”. Tante se ne dicono sulla perfezione. Ma che cos’è, allora, la perfezione? Aristotele la individuava in “ciò che è completo”. E quindi perfetto può essere il mare, e anche il sassolino. La mia semplice, forse banale verità, è che la perfezione è negli occhi di chi guarda. Di chi osserva e si scopre in grado di cogliere i difetti, i limiti, le mancanze di ogni cosa e di vedere il tutto sotto un’altra luce. Quella che fa di una mancanza un’opportunità, di un’opera imperfetta un’opera di valore.

E della montagna?

Della montagna amo l’aria pulita, la prevalenza del verde che è un dono per gli occhi, i fiori che tanto mi ispirano, le farfalle che stanno lì sui fiori e sin da bambina faccio salire sul mio dito indice perché sì, voglio conoscere anche loro, non mi basta parlare con le persone. La mia linea “Alburni” ad esempio, trae ispirazione dalla montagna. Tra la corteccia e il cuore del legno si trova l’alburno, strato in cui fluisce la linfa grezza. L’Alburno rappresenta il luogo in cui scorre la forza, è uno spazio protetto e invisibile al primo sguardo, ma essenziale. Bisogna andare oltre la corteccia per scoprire la vita che scorre lenta e silenziosa. Alburno è un tributo all’esistenza, alla linfa che scorre e non si ferma mai. Anche se la superficie della corteccia è irregolare e a volte sembra non avere un senso, è in realtà opera saggia della natura che nulla crea per caso.

Meglio la città o meglio il Paese?

Anche qui non esiste un “meglio”. In assoluto…ho vissuto in un paese e ho trovato tanta cordialità e educazione. Vivo in città e amo essere circondata da continui stimoli e opportunità

Cosa ama della mondanità?

Amo conoscere persone, sono molto curiosa e mi piace scoprire le loro storie, modi di pensare, condividere esperienze. Mi piace che ogni giorno sia diverso da quello precedente e ci si sente alla continua scoperta di cose belle.

Cosa ama dei giornali?

Mi piacciono le immagini e il profumo delle pagine patinate, sono immediatamente dalle immagini perché ho una memoria visiva, poi tutti i contenuti che riguardano l’arte e la moda mi affascinano ovviamente, ma ad esempio se si parla di palette colori in un articolo di moda, leggo con molto ineresse ma sono catturata soprattutto dagli accostamenti cromatici

Che riviste legge?

Leggo riviste di settore come Vogue, Preziosa Magazine, 18 karati,il Maestro Sarto, riviste di fai da te e tutto ciò che parli di creatività e arte.

Cosa ama del lavoro in generale?

Del lavoro amo il fatto che ci faccia sentire utili e ci dia la possibilità di esprimersi e mettersi in gioco.

Cosa ha studiato?

Ho studiato economia aziendale ma subito dopo ho frequentato l’accademia delle arti orafe a Roma per apprendere le tecniche di creazione del gioiello

Ci racconta in breve la sua biografia?

Sono nata a Napoli, ho frequentato il liceo linguistico, poi ho concluso la laurea di primo livello in economia aziendale, ho iniziato la specializzazione perché un problema grave al polso destro non mi dava la possibilità di creare gioielli. Appena fortunatamente sono riuscita a risolvere il problema di salute, ho lasciato la specializzazione per dedicarmi allo studio delle tecniche di creazione del gioiello a Roma. Ho lavorato per alcuni laboratori orafi e nel 2009 ho aperto la mia ditta individuale. Ad oggi sono trascorsi 9 anni e sono soddisfatta della mia scelta. Sono una donna molto testarda, nel bene e nel male. Quando mi metto una cosa in testa difficilmente cambio idea, ci devo sbattere con la mia testa. Credo che questo sia un mio difetto ma anche un pregio perché se non fossi cosi ad oggi non creerei gioielli.

Cosa ama del bel vivere?

Amo la gioia che la vita ci regala, sono riconoscente per il dono stesso della vita che spesso viene dato per scontato

Quale è il suo libro preferito?

È l’alchimista, perché mi ricorda un momento molto importante della mia vita, il bivio avanti al quale mi trovavo quando dovevo scegliere tra l’economia aziendale e il mondo dei gioielli.

Allora una frase ritornava alla mia mente “solo una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire”.

Cosa ama degli altri?

Io amo gli altri, cioè sono una persona che si pone sempre in modo positivo, non mi piace essere prevenuta. Tutti hanno il diritto di essere guardati con un sorriso.

Poi ovvio che gli altri possano anche deluderci ma per me è importante non partire prevenuta anche perché ognuno ha qualcosa da insegnare ed è bello saper cogliere quel qualcosa.

Quale è il suo posto preferito?

Il mio posto preferito è il mio negozio perché è un luogo dove trascorro tanto tempo anche solo per pensare o ascoltare musica , è un luogo di ritrovo per gli amici, è in un posto che amo ed è un luogo che mi rappresenta. È anche il luogo preferito della mia cagnolina che quando dobbiamo tornare a casa non vuole mai venire e punta le zampe per terra come per dire “restiamo ancora un po’ qui”. E’ diventato un punto di ritrovo per amici scrittori e artisti, si organizzano presentazioni di libri, compleanni di amiche associate  di EnterprisinGirls (www.enterprisingilrs.it) l’associazione che ho contribuito a fondare tra imprenditrici, libere professioniste e donne del terzo settore nata a Napoli e in crescita in molte altre regioni. Insieme lavoriamo per promuovere il talento, anche il co branding dell’Amarelli con il collier con la liquirizia è nato con EnterprisinGirls così come quello con lo zafferano coltivato sul Vesuvio.

Sta organizzando sfilate?

Non nell’immediato. Mi piacciono tanto le sfilate ma è difficile che siano ben organizzate a Napoli. Adoro partecipare alle filate dell’accademia nazionale dei sartori. Grazie all’accademia ogni anno i miei gioielli sfilano con gli abiti sartoriali di tutta Italia, e lo devo soprattutto al maestro sarto lello antonelli che ha creduto e crede tanto nel mio talento.

Sfogliando la rivista “Il maestro Sarto”, presente nelle migliori sartorie d’Italia, si possono ammirare le mie creazioni abbinate agli abiti sartoriali in passerella.

La sua marca preferita?

La mia marca preferita è vranjes, una marca di profumazioni d’ambiente e profumi.I profumi sono legati ai ricordi e ai luoghi più belli e osservarli dall’alto

Il suo trucco preferito?

Un rossetto rosso di Chanel.

Cosa ama dell’Alta moda?

Amo l’eleganza, il fatto a mano su misura, il lavoro che c’è dietro un capo di alta moda, frutto di creatività amore e sacrificio. Mi piace il buon gusto associato alla creatività e alla manualità. La manualità è importante perché per creare un qualcosa proprio nel modo in cui la si immagina bisogna saperla realizzare nel modo più opportuno e quindi scegliere bene la tecnica, le materie prime e saperle lavorare nel giusto modo.

Dove possiamo osservare le sue creazioni?

Al mio atelier in Vicoletto Belledonne 7 e presso altre poche gioiellerie che li distribuiscono che potete scoprire sul mio sito web saralubrano.it Per chi non avesse a portata di mano uno di questi luoghi può seguirmi sui social, cresce sempre più il numero di clienti che ordinano un gioiello personalizzato a distanza. La cosa bella è che sempre più spesso le mie clienti si fanno fotografare con i miei gioielli e poi le postano e altre persone le vedono e ti contattano come un sassolino lanciato in uno stagno che propaga il movimento in maniera lenta ma efficace, perché il passaparola resta sempre la migliore forma pubblicitaria.

Cosa ci attenderà in futuro di lei?

Sono abbastanza imprevedibile ed impulsiva, mi viene un’idea e la cavalco all’istante quindi da me ci si può attendere qualunque cosa.

Sto lavorando ad un progetto di artigianato abbinato alla sartoria a Pechino. Perché creare gioielli partendo dagli abiti resta una cosa che mi affascia profondamente, richiamare le stesse trame di un tessuto, le forme di una scollatura, le cromie e le fantasie di un abito attraverso la lavorazione e la scelta di materiali ad hoc valorizzano il tutto nel momento in cui lo si indossa.

 

Ingrandirà la sua attività?

Me lo auguro, il mio negozio però lo vedo sempre così, un piccolo atelier i un vicoletto caratteristico. Cercherò di distribuire le mie creazioni in nuove gioiellerie e di organizzarmi meglio per le spedizioni poiché aumentano sempre più i clienti nazionali ed esteri

Dove la di può incontrare?

Sempre presso il mio atelier oppure in giro a fiere di settoreed eventi sull’arte, artiginalato, alta sartoria e cultura. oppure a spasso per la mia amata città in cerca di nuove ispirazioni.

Ultima domanda: i suoi prossimi progetti?

Ultimare il Progetto Demetra arricchendolo di nuovi gioielli e contenuti. Demetra è la dea della Madre Terra, protettrice della fertilità, legata ai Misteri Eleusini che prendono il nome dalla città di Eleusi, dove si celebrava il ritorno alla luce di sua figlia Persefone.
Sara Lubrano veste i panni della Dea Demetra per auspicare l’immortalità dell’artigianato, cuore pulsante della nostra cultura. Il progetto Demetra nasce dal desiderio di ritorno alle origini per valorizzare il sud Italia e le ricchezze del suo territorio attraverso raffinate creazioni di oreficeria, alta sartoria, pittura su tessuto ed artigianato unite ai prodotti della terra. Sara Lubrano ha coinvolto in un co-branding i talenti di persone e associazioni con cui condivide gli ideali e la passione per la manualità, portata avanti nel rispetto della sostenibilità artigianale, ambientale ed agricola. Fanno parte del progetto due associazioni nazionali di cui Sara fa parte: l’associazione EnterprisinGirls ABOUTArchitecturalBureau- Osservatorio Urbano Territoriale A.P.S. di rigenerazione urbana e C.E.A. in Puglia, nata a Bari e formata da eccellenze italiane ed estere, che si occupa di marketing strategico territoriale turistico sostenibile, di architettura ed agricoltura sostenibile, e dell’ eccellenza nell’ambito della moda, dell’arte e dell’artigianato e dell’enogastronomia.
Collaborando tutte insieme, le realtà coinvolte hanno interpretato gli aspetti legati al paesaggio, all’agricoltura, al mito di Demetra e i simboli legati ad essa e alla madre terra: il grano, i papaveri, i serpenti, il melograno, lo zafferano, e le tradizioni mediterranee.
Quale migliore figura se non Demetra e le tesmoforie come augurio di prosperità per i nostri territori?
I protagonisti del primo shooting, svoltosi nel periodo di raccolta del grano, sono:
Gioielli Artigianali, realizzati in oro, argento, bronzo e pietre, con la tecnica della cera persa che incorniciano miniature dipinte a mano su seta e accolgono il pregiato zafferano del Vesuvio della Masseria Clementina, creati da Sara Lubrano, dipinti che adornano gioielli artigianali, abito, foulard, borsa, stola e t-shirt, realizzati da Maristella De Giuseppe  – (ABOUT), abito di alta sartoria napoletana cucito a mano da Angela Barone – Sartoria Antonelli realizzato con tessuto in seta dipinto a mano. Abito Rosso in seta realizzato a mano da Giusi Marfella – Marfella atelier. Ad arricchire il setting, le pregiate ceramiche di Cerreto Sannita realizzate dal Maestro Ceramista Vincenzo Franco. Gli ornamenti floreali che adornano le chiome come da tradizione e gli allestimenti floreali sono del fiorista idea verde.
Il Reportage fotografico è a cura di Antonio Bufalo – cattura le emozioni
Come setting fotografico si è scelto un campo di grano biologico Senatore Cappelli, del Pastificio Spigabruna Bio; adornano l’ambientazione le sete di San Leucio di Maria Assunta Giaquinto della Silk & Beyond associata di EnterprisinGirls. Saranno realizzati altri scatti fotografici nel periodo in cui il melograno regna sovrano e vedranno come nuovo protagonista la storica caffetteria Gambrinus che ha realizzato un dolce in onore della Dea.
Lo Storytelling a cura di Gianluca Agata accompagnerà le foto che man mano vi sveleremo, seguite il nostro progetto sui social! Festeggiare i 10 anni di attività con una sorpresa che per preferisco non svelare.

 

 

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