Per la prima volta un tavolo di lavoro che imposta un nuovo paradigma e un colloquio reale e più costante nel dialogo tra piccoli editori e filiera. E’ questo il risultato più evidente del ciclo di incontri professionali a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino a domani al Roma Convention Center La Nuvola. I ventitré appuntamenti svolti durante la Fiera (e tutti quelli a questi preparatori), a cura del Gruppo piccoli editori dell’Associazione Italiana Editori (AIE), sono state occasioni di approfondimento ma soprattutto di servizio e aiuto per gli operatori.

L’esito? Un metodo, che lascia intravedere delle novità sostanziali nella presenza in libreria e nella visibilità dei piccoli editori, grazie a un lavoro preciso e mirato sul settore per i prossimi mesi, i cui risultati saranno alla base nel nuovo programma professionale 2019 a Roma.

Tre le direttrici del lavoro:

Visibilità della piccola editoria in libreria: gli incontri hanno permesso di ottenere la disponibilità dei buyer delle catene, di gruppo e indipendenti, a proporre uno spazio e una visibilità alla piccola editoria socia di AIE in modo diverso e innovativo. Si è già fissato un calendario di incontri per rendere operative le cose già nei prossimi mesi;

Condizioni più favorevoli con gli operatori e differenziazione tra assortimento e novità: la produzione della piccola editoria sarà “aiutata” ad essere più visibile anche grazie ad accordi di favore, con la possibilità di tariffe differenziate;

Profilazione della libreria: una delle priorità sarà definire una migliore profilazione delle librerie in considerazione della specificità della produzione dei piccoli marchi editoriali.

“E’ stato fatto un grande lavoro – ha spiegato Diego Guida, presidente del Gruppo Piccoli editori dell’Associazione – a beneficio della categoria, con l’apertura del dialogo con i buyer delle librerie, con le reti promozionali e con i distributori. Abbiamo fotografato le zone d’ombra e le criticità esistenti nei rapporti con questi interlocutori e abbiamo impostato possibili soluzioni e rapporti più strutturati. C’è tanto lavoro da fare ma ci sono già arrivate disponibilità da grandi catene per creare davvero spazi di favore per la nostra produzione. Ripartiamo da questo primo risultato per avviare un lavoro che, sfruttando anche le nuove tecnologie, possa aiutare queste particolarità del nostro settore editoriale”.