Ho conosciuto persone che hanno vissuto mille anni nel terrore, nel terrore di essere prese, nel terrore di essere agguantate, nel terrore di cascare in una rete di agguati senza fine. Ecco allora che la rete senza  fin di stupri, di sevizie, di stupri i guerra non finisce. È quello che si chiama terrorismo,  si chiama anche terrore. E allora al via e al bando il coraggio, e al via e al bando il coraggio di dirsi uomini, e al via e al bando il coraggio di dirsi antiterroristi, che il terrore è sempre alle porte e il terrore è sempre alle porte veramente, e si fa ogni giorno per davvero. Ecco allora che il terrore è sempre alle porte e che il terrore ci bussa alle porte con gravi attentati, e che con gravi attentati ci bussa alla porta perché siamo terrorizzati veramente, e si schierano squadroni davanti alla nostra porta come ho visto fare anche a casa di miei compagni, e che ci bussa alle porte con sempre  più veemenza. Ecco allora che il terrore alle porte. L’antiterrorismo non funziona, perché a volte l’attentato si sviluppa con un arresto di chi subisce un attentato, e porta alla carcerazione di chi ha subito un attentato. Perché gli attentatori si camuffano. E allora è sempre più difficile riconoscer eil bene dal male, e il bene dal male è sempre più difficile riconoscerlo perché il bene dal male è difficile riconoscerlo davvero e per davvero. E il guardiano molte volte è camuffato da attentatore. E il guardiano è camuffato da attentatore e il kalashnikov è sempre puntato sulla testa dell’attentato, e sulla testa degli attentatori mai. È così che il premio lo prende un’altra, che spesso e volentieri lo scambio di persona avviene per davvero, e l’attentato continua per davvero per anni, e per decenni. Per non parlare di quelli che si camuffano forze dell’ordine, e che sono irriconoscibili. Magari un eccesso di velocità. Magari, un’altra scusa, magari un’altra scusa ancora. Ma la macchina è diversa dlla tua, e non hai mai fatto un eccesso di velocità. Ecco allora che parla di attentato perpetuo, e il premio perde di valore perché  consegnato nelle mani dell’attentatore. Ecco allora che prendi il premio più importante, il premio della vita.