SABATO 2 MARZO 2019
SALA SANTA CECILIA ORE 18 – TURNO S-S
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ciro ViscoΒ maestro del Coro

ShostakovichΒ iniziΓ² a comporre la suaΒ Settima Sinfoniadurante l’assedio di Leningrado (oggi San Pietroburgo) da parte delle truppe naziste. Nella sua musica ritroviamo tutto il pathos di una condizione cosΓ¬ drammatica e angosciante perchΓ© la musica ci proietta non solamente sul piano descrittivo ma anche in quello psicologico di un assediato, seppur particolare, come era Shostakovich, un artista, un uomo chiamato a interpretare la realtΓ  e a sublimarla nella sua arte. Ecco perchΓ© la Sinfonia Γ¨ da subito divenuta tra le piΓΉ popolari ed eseguite del compositore perchΓ© in essa si esprime in senso lato il sentimento di avversione verso la guerra, lo sgomento davanti all’invasore, l’orgoglio di una appartenenza e la speranza di una liberazione, di una vittoria finale contro la brutalitΓ  e il sopruso violento. Per queste ragioni la musica della “Leningrado” si eleva al di sopra del piano puramente descrittivo, che pure era nelle intenzioni di Shostakovich, per divenire un inno di libertΓ  e una affermazione di positiva riscossa.Β AndrΓ©s Orozco-Estradaalla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presenta in apertura di programma uno dei capolavori della musica italiana del Novecento,Β Noche OscuraΒ diΒ Goffredo Petrassi. La partitura Γ¨ del 1951, il testo di Juan de la Cruz rappresenta l’incontro di un’anima con Dio, un incontro d’amore in senso mistico, immateriale. Anche questa composizione Γ¨ una risposta a una fase storica drammatica. Dopo le esperienze laceranti della guerra mettere in musica questo incontro spirituale traduce un’ansia di libertΓ , un desiderio di dimenticare e riafferrare qualcosa di alto, di sublime e riappropriarsi infine di una prospettiva costruttiva, di quella energia che finalmente possa cancellare il dolore delle esperienze vissute.