La Roma di notte. Quanto è sicura la nostra città di notte? E’ questo che ci manca, ascoltiamo un po’ di dati. Sono centinaia di migliaia le donne stuprate, poi ci sono le donne violentate, el  donne stalkerizzate, e ancora seguendo i dati Istat ci accorgiamo di una cosa, la nostra non è sicura a casa. E come fare a risolvere il problema? Il problema è anche risolvere il problema di fondo, e risolsero davvero, e risolverlo fino in fondo, allora sentiamo un po’ di dati sul comune. Sono centinaia le risorse messe in campo contro la violenza sulle donne, e molte volte le Nostre erano al sicuro anche in città. Ma di sera i trasporti sono più radi, insomma di sera non si gira. E i dati sullo stalking sono ancora molto alti, e sono ancora molto alti perché a ben sperare sono ancora molte le scarpette rosse che sono in terra a ricordarci che la violenza sulle donne è ancora un dato attuale. Hanno fatto concorsi e cortei, ma a volte si incappa nel call center delle Donne. E si incapps nel call center delle donne dove viene stalkerizzato dagli psichiatri e dagli psicologi di turno, di solito si usa il criminologo, ma questa figura è ormai desueta. E desueta è la figura della violenza sulel donne. Il call center del Comune di Roma è inattivo dal 2014, e serviva a dare informazioni turistiche, e nona dare informazioni di altro tipo. Eh sì, perché chiedere la vita intima di una persona significa stalkerizzarla, e stalkerizzarla significa ucciderla. Allora cosa vogliamo scrivere? La Nostra è stata stuprata nel 2007, e lo stuprato forse ha scontato una pena colloquiativa di sette mesi. Il manicomio per lei è stato di dieci anni. E non significa manicomio per lei di dieci anni alla maniera antica, ma significa visite su visite. La signora in questione era collegata a un giro di prostituzione, l stupratore era libero, e a e va presuenti contatti con la Signora in questione. Il criminologo dovrebbe in questo caso acciuffare lo stupratore, e invece viene acciuffata la vittima. E viene detto il classico “Dimmi a me”, con i risultato che i tuoi affetti sono tutti sparsi per Roma, con specchi e Signorine di ogni genere. La Signora in questione era un Trans, e aveva qualcos’altro da dire. E forse sì, forse no, aveva già oltrepassato il transit. Insomma le mura non  erano spoglie, ma il clima era freddo. Il call center era per animazioni turistiche, ma essere attaccato a una linea e raccontare tutti gli affari tuoi è qualcosa di talmente violento e stuprante che nessuna denuncia basta. La Signora? La Signora era Signorina, in tutto e per tutto, e aveva superato il transit, di cui vi avevo già parlato, e si dichiarava, dopo otto anni di clima freddo, Lei nel passato. Aveva la sua carata di identità vecchia presa in una stradina vicino al lavoro, aveva un mega puntore in mano con cui si aggirava per le sue case. Transit compiuto, di dieci anni. La sua amante, ecco perché era a piede libero. Era una signorina, e la puntura era di Viagra, per divertirsi (erano dieci anni di terapia, e confronti con questa Signora, che più volte mostrava la guepierre durante la seduta): E niente, non e ne usciva. Una volta provò a chiederle un antibiotico, ma si era messa a ridere (quattromila punti senza antibiotico), come se un antibiotico per le grandi botte ricevute di punto in bianco, con stupro, fosse un caso ultimo. Poi piano piano si sentì parlare sempre più spesso di tenute che le appartenevano, di atti notarili che aveva sotto mano, e dello stipendio della vittima. È un precedente. E ora Stessa scena, la ha rimandata in terapia, e un microfono grosso grosso ha raccontato la storia di una vittima, con particolari piccanti inseriti, una storia qualunque inserita, ma su tutta la città. Su tutta la città di nuovo. Una quindicina di anni fa le si avvicinò quasi incolume, e piano piano dei microfoni per la città cominciarono a raccontare una storia. Poi un coltello, poi delle guepierre a casa addosso allo stupratore. Poi piano piano aveva gli atti notarili, aveva il 90 per cento del suo stipendio, lo mostrava in televisione, e si aggirava con grosse punture nelle case. È risuccesso. E probabile che siano di Viagra. Un ballo qua, un ballo là, e le era sempre attorno. E non erano persone per bene. Avevano sempre le mani cn strani attrezzi e picchiavano duro. E le facce erano lunghe, le orecchie grandi, e si dovevano sempre ritoccare il basso ventre e pure il viso, che non era mi solare, mai solidale, mai solare, e le occhiaie ominidi le calavano basso. Ci si allontana così per strada, figuriamoci dopo uno stupro. Poi si presentavano, e si ripresentavano, delle altre Signore in guepierre attorno, e dovevano andare tutti in terapia da lei. E piano piano aveva gli atti notarili, aveva il punturone, aveva la carta di identità, scriveva da sempre. Era sempre lei la protagonista. E le storie uscivano con la Nostra, ma con protagonista lei. E otto anni. E otto anni di stupro, 4000 punti da non potersi avvicinare a un ortopedico per il ginocchio spezzato da un ceffone. Così andava avanti al storia, e il giro si allargava a Signore transit e a gente in guepierre. Molto simili, almeno viste le botte, alla Nostra. E vai in questa cass, e vai in quell’altra, 8 mila punti in testa e questo puntorone di super, da non potersi avvicinare a un ortopedico. E tante risate, con Transit esposto allo schermo. Cioè, che fossero uomini tamutati in donne si vedeva in questi schermi dove si esibivano in guepierre. E l’ambiente? E l’ambiente strano. Non si poteva parlare davvero perché le signore di solito erano armate di bastone, questa volta tornavano ancora. Poi il personaggio era nudo, poi esponeva il transit (pi delicate di così non si può essere). Poi stavano facendo il suo stesso lavoro. “La laurea neanche ce la ho”, le diceva ma i punti erano troppo altisonanti. Cioè di solito ti stuprano e non si va a cercare l’intenditore, si va a cercare un passate. Ah, e si è andati tutti dagli specialisti. Cioè, il passante avvisa che la persona è stata stuprata. Ebbene sì 400 punti in testa e la Signora si era presentata ben vestita e di tutto punto, in Guepierre per davvero. E faceva il suo transit. Bene, il transit, di cui abbiam parlato, lo aveva completato, ma con ciglio esibiva sempre delle chele da sbatterle intesta, e le cadeva la scatola di Super dalle mani. Era incredibile nella sua sicurezza. Prima uno, poi l’altro, e si faceva il giro dei palazzi, non vicini, ma erano a vista. Ora la Nostra deve tornare in terapia dalla stessa. Per 13 notti era rimasta a casa sua a dormire ed esibiva delle strane chele sapete di che, da granchio, che le sbatteva sui 4000 punti in testa. Immaginate 7000 punti sul corpo per fortuna asciutti, e 4000 in testa. E chiamava i parenti dello strupratore che poteva andare, che lo spettacolo era a tale ora, a tale giorno, e il camice, su cui versò un po’ di champagne (era vicino capodanno e il suo compleanno), lasciava trapelare la scritta “macelleria”. Sarà una parte, poi sberle,  ancora sberle, e la casa comprata per vivere da sola non c’era più, l’atto notarile era un sogno, la sua era un sogno senza lo stupratore, e ancora si aggirava come a dire è un mio pugno con questi punturoni. Dodici mesi di manicomio passarono come se niente fosse. “Non ho la laurea, continuava a ripetere, e via chele di granchio. A tutti faceva comodo. Erano: lo stupratore, il parente dello stupratore, il fidanzato dello stupratore (molte volte sono gay). E lei è, la fidanzata dello stupratore. Proprio così. Ora, che è tornato a stuprarla dodici mesi, è stata riaffidata per dieci giorni in tutto alla fidanzata dello stupratore, diecimila punti in tutto che il parente dello stupratore continua a strappare. C’era anche a quel tempo ed era stupro! Diciamo No allo stupro. E quello che ti hanno detto in giro per la città. Incredibile. Sarà “Satana, questa donna di cui parlate”. E’ esatto. Se le sono inventate di tutti i colori, in quel periodo e in quello successivo, e sono stati internati per questo, per davvero, ma non bastava perché erano tutti parenti. Tutti parenti, amanti e festicolanti. 8000 punti e circa ottocentomila euro (anche a lei) di riscatto per  stupro. E non bastavano il transit, quello di cui sopra, aveva in casa circa 600 mila euro, e continuava a spedire, con un altro transit, che vi lavorava, bollette sa denare, di cui abbiamo parlato. È una inchiesta sopra le inchieste? Manco per sogno, è il racconto di una storia vera. È il racconto che avete sentito per radio. Ma per radio non si è sentito niente. E questa Signora era la nostra nel tempo. Aveva incassato (si erano sposati sei anni dopo, costati sei mesi dopo, nella Chiesa cattolica, dopo un regolare divozio dalla moglie) ed era tutto un giro di transit, stupratori ( il passaggio uomo donna fa sì che ancora ce lo abbiano il passaggio, e vengono interenati cira un anno ogni otto, di prassi, e non possono esercitare nesuna professione se non la tua. Finché non cominciaroro ad ammazzare. Cominciarono a comprare compri e frattocchie, armi per la testa ,e armi per togliere punti. Erano regolarmente sposati e padri di dieci bagnini. Il transit di cui abbiamo parlato, quello che per ultimo le ha rubato l’identità, ha tutt odi lei, e conitua a prare di soldone, che ha già in tasca. Cinque appartamenti per non uccidere, sei case in villa, seicentomila euro cierca ciarcuno, e uno stpratore, amrito di tutte, o di tutti, che per rispetto continuaiamo a chiamare tutti, continuiamo a chiamare così. La storia è lunga, ed è un intreccio di Diavolo, che ci lacia lo zampino, questo è il racconto di otto anni, ora sta quello di dodici mesi per davvero, e continuano a dire, altri parenti, che attira gente i qua, attira gente di là. Tutti loro parenti. Continuavano a chiare a casa, che andavano a csa di questi, che andavano a caa di questi altri, che venivano a raccontare, e invece sono, purtoppo, ed erano tutti loro parenti. Anche la Sigonra in qustione è una loro parente, e viene dal Nord benevestita, e le ha spaccato la testa in quattro parti nel 2007,, 2008, 2009, 2012, 2014, 2018. È gente poco raccomandabile. Finte professioni, finti tesserini, e tute di altri, che sono ugualmente loro parenti, e tutti microfoni transit che servono ascipparti: la borsa, la professione, e quello che hai in quel momento, come raccontato nei dodici mesi. È Stupro. Miei cari, sono stati pubblicati anche come Gruppo di Satansti, perché questa storia è durata dodici, quindici anni. E ora dodici mesi, prima gli stessi personaggi, poi strani faldoni che di solito scrino i transit per prendere appunti (un legge, l’altro ripete, per fare la donne a vita e prendere l’altra identità). Come è finita, sono stati di media ognuno stte, dieci anni di galera (quindi figuriamoci dopo nove anni di galera, perché la Signora nove anni se li è fatti per falsa professione, di cui due in manicomio, se li è fatti), sono tornati alla carica. Girano un po’ nudi, lo espongono, ma mai come una volta. Immaginiamoci quelle occhiaie e quegli occhiacci come sono diventati dopo nove o sette anni di galera. In cui dicevano, pare, che lo stupro non fosse certificato. E non basta dire no, bisogna raccontarlo. Nel nostro caso, e lo abbiamo raccontato, è il Diavolo quella notte, e la notte si ripete, a raccontare “ti ho acciuffato”, ma nessuno sa mai quanto. E nessuno sa mai bene cosa voglia dire svenire da uno stupro, e lasciarsi svenire come a riprendersi. E nessuno sa dire se non la stuprata, dopo dieci anni, che l’hanno cantilenata uno stupratore, i parenti dello stupratore, delle Signore? Dei transit, transit compiuti o meno, transit. Transit, è la parola magica e sono 30 anni di ricerche e non i manicomio, non possono eserictare, e sono tutti /e fidanzati. Lo scandalo sono 7000 punti addosso. Insomma il diavolo ti dice “Ti ho acciuffato”, e ti stupra con quella faccia che poi hanno tutti questi personaggi (perlopiù transit) e che vanno tutti in radio a dileggiarti, e si mettono pure in televisione. E hanno tutti professioni false. Tutti, dal primo all’ultimo, e allora via con il racconto. Insomma, il diavolo ti dice “ti ho acciuffato”, ma dice anche che ci lascia lo zampino. E lo fa per davvero. Lo zampino è questo. Diciamo ancora “No” allo stupro. Il diavolo ha fatto insomma i coperchi, ha messo la coda, e ha lasciato lo zampino. Dopo i microfoni in città, qualche spiegazione è dovuta, e questo è un racconto che sorvola le botte del nostro diavolo. Poi si sono visti caricare gente, loro lontai parenti, quansi per gioco, dento casa, perché li ettono sempre dentro casa, barelle finte, profesioni finte, strumenti finti, e manette finte, tutto finto, come con questo personaggio visto con prostitute (forse loro, certe volte loro, forse  transit, senza professione e vi dirò anche senza titolo, dopo nove annidi galera), ma questo non si era mai raccontato, Cronache da uno stupro. La pesantezza è quella di un angelo con le ali spezzate, la pensantezza è di quell’omone diventato diavolo, in dodici mesi. Ecco allora che si dice “No allo stupro nella maniera più severa”, per davvero. Cronache da  uno stupro.