Prosituzione. Ecco che il tema sono alla ribalta. Sono decine, anzi centinaia. Le prostitute oggi iscritte in queste zone. E le polemiche non si placano sulle case chiuse. Non si placano perché vedere lo spettacolo delle prostituzione i n strada  è quanto mai poco dignitoso, e vedere lo spettacolo della prostituzione in strada è quanto mai poco dignitoso per quartieri bene che frequentiamo. E le case chiuse sono sempre al centro di polemiche. Ecco allora che le case chiuse sono al centro di polemiche e la prostituzione in strada è uno spettacolo poco dignitoso ai nostri occhi. Ecco allora che l’interrogativo è dentro casa. La prostituta si sostituisce dentro casa, dentro le mura di casa, e molte volte è un transit. L’identità viene scippata molte volte sotto il posto di lavoro, e si va avanti con la falsa identità, dicevamo. Ecco allora che va indagato il termine di transit. Un termine poco calpestato ai giorni nostri. Cosa è un transit in questo senso? In questo senso un transit è un transit di identità. L’identità dell’uomo è inviolabile, scrivevamo su questi siti, ma è anche vero che l’identità viene violata in caso di transit. La donna è donna, e molte volte è prostituta, ma cosa succede se a sostituirti è un uomo? È che si sostituisce in tutto, in tutto davvero, e si sostituisce in tutto e per tutto. Ed ecco come avviene in transit. In caso di uomo, al donna viene perseguitata sotto casa, e sotto il posto di lavoro, e la sua vita diventa un femminicidio, di uomo, è vero, ma di uomo transit, che sta cambiando identità da donna a uomo. Ecco allora che l’identità viene violata veramente, e questo uomo si prende tutto di noi. Si prende il posto di lavoro, si prende la carta di identità che viene scippata insieme alla borsa, si prende soprattutto il denaro, anzi, la sua vita è incentrata sul denaro. E viene quasi uccisa la famiglia. Difesa questa, viene uccisa la donna. Tutto ruota attorno al mondo del lavoro, e il lavoro è il suo, la donna è in carriera, e la carriera è la sua, la famiglia è la sua ma non è una donna a prendersela, ma un uomo transit. E il femminicidio è garantito. Ma più che parlare di femminicidio si parla di stillicidio, perché a compierlo è un uomo arrabbiato che cambia in donna. Una bestia (pensate all’arrivismo di una identità inesistente). Tanto che ci importa, possiamo sempre cambiare in uomo. Ricambiare in uomo, e la donna è a terra. Le forze dell’ordine esistono, ma fermano la donna, perché il transit non è che non esista, ma esiste? No che non esiste, e quando lo capiamo? Mai. Poi provate a pensare a una donna che uccide (è impossibile) però è un uomo, è un ex uomo e se uccide torna uomo. Insomma, state scrivendo il diario dell’impossibile. E impossibile è la parola giusta, però è successo. E l’uomo-donna ha tutto di questa donna, l’identità, il lavoro, la carriera, e il denaroso. Il denaro, in mano a una donna, è denaro angelico (e chi l’ha mai speso, pensate una donna che spende denaro, e quando mai è esistita) diventa denaroso. Diventa quasi denarone. E non basta mai (scarpe col tacco sono andate). e il denarone viene speso per ricatto. È femminicidio, quando non basta mai, ti hanno già ucciso. La donna è un angelo, ricordiamocela così (chissà se i grandi artisti di un tempo hanno narrato queste bellissime donna uccise da uomini bestia, che invece di lasciare un denarone lasciavano un angelo da dipingere, ce lo sogniamo noi donne, tanto abbiamo adorato questi bellissimi quadri).