Guerra, ecco cosa succede in Libano. La Francia era al passo con i tempi e si sentiva normalmente al passo con i tempi. E si sentiva normalmente al passo con i tempi, e si sentiva al passo con i tempi perché era giusto combatterla. Era al passo con i tempi perché era giusto combattere questa guerra senza senso, e senza senso per davvero, che ci ha invaso per le strade. Ecco allora che cominciamo a essere più ingiusti con i tempi, e ingiusti con noi stessi, perché ci soffermiamo a essere ingiusti nei confronti di una guerra che non ha più senso.

Non ha più senso allora guerreggiare, perché la guerra è un fatto strano perché ogni guerra è un fatto strano di per sé, di per sé stante, e stiamo  a vedere cosa è la guerra soltanto perché ci piace interpretarla nel senso, cioè storicamente. Ci piace interpretarla perché storicamente diciamo “no” alla guerra, e perché storicamente diciamo “no” alla guerra con il cervello sempre acceso e sempre sintonizzato, e sempre con il pensiero rivolto verso il bene. E la Guerra in Libano, da questo punto di vista, è una guerra che guarda verso il bene, e guarda verso il meglio, ed è la miglior cosa che potesse capitarci, per davvero. È la miglior cosa che potesse capitarci per davvero perché ci piaceva che fosse così, e di pallottole ne abbiamo avute tante. Così ci redimiamo e ci rendiamo conto che la guerra dice la sua perché la redimiamo, e dice la sua perché ci sentiamo felici e dalla nostra parte, e ci sentiamo felici di quello che facciamo ogni giorno senza guerra. Ecco allora che torno a scrivere su questo sito. Così non sono tornato indietro sui miei passi, e ho parlato della Guerra in Libano perché forse da quello dipendeva il mio internamento, ecco perché torno a parlare. Veniamo alle cifre: sono 600 mila i soldati che vanno sul fronte ogni giorno, e 600 mila le truppe straniere che ogni giorno vanno sul fronte, e 600 mila le truppe straniere che ogni giorno raggiungono il fronte, per guerreggiare, e per guerreggiare veramente, e farsi sentire, e far sentire la loro voce, e per far sentire davvero la loro voce, e per far sentire quello che è successo veramente in tutto il mondo. Ecco allora che gareggiare diventa importante, e lo diventa importante per davvero, e lo diventa in modo univoco. Ecco allora che gareggiare diventa in modo univoco molto importante e parlare di guerra diventa molto importante, perché parlare di guerra è diventato fondamentale, in un periodo di pace. Guardiamo verso la pace.