Mi hanno ucciso. Hanno ucciso i miei figli. Era il 2011, e le mie bimbe avevano tra i 4 e i 2 anni. Ed erano uccise, per davvero. Ecco allora che la disperazione entrava nella mia casa. Entrava nella mia casa perché era la disperazione di una casa a farsi persona, e la disperazione era la mia. Era la mia erché forse erano vive, ma le persone cche sentivo mi dicevano che erano false. Facciamo un passo indietro. Nel 2010 mi metto in pianta stabile con un ragazzo di colore, e ci amiamo alla follia. E ci amiamo talmente tanto che ci amiamo alla follia tanto da portarci al dito, diremmo noi. E non ci tradiamo. E questa storia dura dieci anni. Dopo dieci anni, ecco che si avvicina una donna a questo mio uomo, J.,e inizia a parlare con lui in maniera sempre più sommessa, e sempre  più sottomessa. Ecco allora che diventiamo amici, poi fraterni, e che sembra lasciarmi da un giorno all’altro. Inizia ad allontanarsi, come al solito succede alle coppie rarefatte. Ho imparato nigeriano, bangledashiano, pakistano e altre lingue, per questa storia. Ecco che la ragazza, dopo tre mesi di storie, si presenta a Parigi con un’ascia, e inizia a intimorire i presenti. E li intimorisce per davvero. Ecco allora lì che sono svenuta, perché J. Metteva paura a tutti. Ed era insanguinata da capo a piedi. Non siamo noi a essere insanguinati, sono loro a essere insanguinati. Ecco allora che J. Diventa sempre più cattiva. E si presenta a casa mia con un mitra, e inizia a spararmi. Chissà era scappata. Era scappata così era vero che era scappata. E io ero spaventatissima. E smitragliato per un buon quarto d’ora. E io dovevo esseere gelosa di lei, e lei era commessa e io non lo ero. E io ero così in basso e non come la signora, e la casa mia era la sua. E aveva i miei possedimenti. Ecco allora che scatta in cucina, e vetriola tutto il frigo e cerca di farmi mangiare la roba che aveva nel frigo, ecco allora che cerca di farmi mangiare la roba che era nel frigo con tantissima pura da prte mia. Aveva ucciso tutte lemie figlie di Parigi. Era una rapinatrice? Non credo. Credo fosse qulcosa altro, e avevo la solidarietà di tutti. La crisi iniziava a farsi sentire, e la crisi si faceva seentire piano piano. Ecco che la crisi era alle porte e lei era la signora vera, e io non ero più niente. Il mio uomo, era questo che raccontava tutta insanguinata e con un’ascia in mano, era andato con lei per diverso tempo, era la sua ex ragazza e lui si era fatto trascinare in una storia non sua. E non mia di certo. Ecco allora che aveva cominciato a uccidere bambini, e a sparare da strani specchi sparsi per tutto il quartiere, per tutta la città, e per tutte le città, uccidendo. E io ero tra i presenti. Ecco allora che aveva la mia storia, la mia vita, e tutto il mio essere. Ecco allora che aveva la mia storia e la mia vita, e sparava, e sparava, di continuo. Ecco allora che dovevo allontanarmi di solito da casa, per l’alto grado di terrorismo che c’era dentro casa. E tutti erano complici. Se devo dire chi aveva rovinato la mia vita ecco, direi lei, direi lei perché mi aveva sparato addosso, fatto fuori la mia famiglia, e fatto fuori l’ambiente che avevo. La città reagiva nella maniera più disparata, perché prima aveva espresso la propria solidarietà, e invece poi aveva espresso il suo diniego. Insomma, pare che qualche complice lo avesse, e insieme si divertivano a far fuori la mia famiglia. Proprio così, me la uccidevano giorno dopo giorno con questi complici che dicevano che la mia vita era la sua, che le cose che avevo erano le sue, che non potevo vivere una vita tranquilla. Ora anche il ragazzo sta scrivendo sul sito , e vuole partecipare a diatribe importanti, però se sul sito entrano immagini shock, bene, allora le banno, e non le pubblico, né le notizie per lo shock delle immagini, né le immagini.