Mi hanno rinchiuso, dodici mesi, perché avevo ucciso le mie figlie, e mandavo pezzettoni alla televisione. E li mandavo a casa della mia ragazza. E non sono il marocchino di turno, ma sono un marocchino a cui piace pensare veramente bene. Anzi, a dire di più non sono marocchino, ma sono francese. E li ho uccisi perché ero contrario alla mia ragazza, ed ero contrario alla mia ragazza, ecco cosa mi vorrebbero far dire. E invece ce li hanno uccisi, ed erano in 167. Erano in 167 e sono stato rinchiuso per questo, perché continuavo a mandare pezzettoni a casa della mia ragazza e a farglieli mangiare nella frittata. E così vi spiego quello che è successo. Nel 2011 mi fidanzo, e sono negli altri scranni della gendarmeria, perché ero con la mai ragazza sempre , e cercavo come lei di essere buono e bello, e bello e buono, invece secondo la gente ero un carneficicatore, e un carnecificatore per davvero, cioè stavo uccidendo per davvero, e stavo uccidendo in modo serio la mia famiglia. Invece ero dentro un marocchino, che doveva analizzare l’Italia, perché ero davvero un marocchino che era un affezionato alla patria e a tutto il resto. Ve lo ricordate quello con l’ascia? Bene, ero lui. E invece stavo uccidendo la mia famiglia. E invece la mia ragazza non capiva, e ora mi dice che non era neanche internata. Non era internata perché davvero non era internata, e tutta la mia famiglia era estraniata da questa presenza, essendo di origine nera. Ecco allora che la ragazza si sentiva male, per davvero, e anche io con lei, e con tutto il resto della truppa. Perché avevo interpretato un altro che non era me, e avevo interpretato un altro che non era me. ecco allora che cercavo di scrivere, e di apparire, del tutto normale. E invece sono stato internato con un’altra ragazza che era vittima del terrorismo negro, e con lei sono stato internato per davvero. Mi hanno detto che era lei la vittima del terrorismo nero, e me ne hanno parlato per davvero, e si chiamava con un nome che ora non posso mettere. E mi hanno messo a contatto con questa ragazza, e allora ho capito lì che ero internato, ho capito lì che avevo sbagliato, perché avevo preso i faldoni di un’altra ragazza e li avevo appiccicati alla mia. Allora sono andato nella città della mia ragazza, e ho capito che questa aveva ragione ad essere e a sentirsi male, perché tutto attorno c’erano i cadaveri dei nostri bambini, di quelli che credevo essere i nostri bambini, e mi sono reso conto che ero interternato per davvero, e che ero portato a mettere i faldoni di questa ragazza in bocca ad altri, per metterla in mezzo. E sono stato internato sette anni, e non avevamo figli, o meglio erano morti per me, perché li avevo uccisi, e invece erano i figli dell’altra ragazza, del faldone precedente, che a me piacevano di più. sono migliaia le ragazze che soffrono di questo male, e sono migliaia le ragazze che frequentano marocchini e che vengono tirate via da un brutto giro. Il bello è che non sono nero, ma sono francese, e quelli non sono i miei figli. Per un momento ho pensato di essere negro, e di non essere francese, e invece ero nero, perché la ho fatta sentire male, e invece non era così. Era vero in contrario. Era vero che ero di un’altra nazionalità ma l’ho fatta sentire male, ecco allora che torno a dire: evviva la mia nazione.