Mi chiamo S., mi chiamo come te. Mi chiamo S., e mi chiamo come te, e sono te nel passato. Non era me nel passato, neanche questa volta. E anche questa volta era un’altra persona da me. Biondina, sui sessantacinque, e a prima occhiata non sembra un trans, non sembrava essere un trans, non sembrava aver compiuto un transit, anche se il transit sembrava acqua passata. Ecco allora che continuava in discorsi profusi, anche alla radio. E continuava e continuava. Ma il terrore che potesse prendere la mia famiglia, e i miei cari, era fondato.

Cosa vuol dire essere me nel passato? Vuol dire uccidere. Ecco cosa vuol dire per me essere me nel passato. Vuol dire che mi sta per uccidere per essere me nel passato, cioè fingerlo, e diventarlo nel presente. Ecco cosa significa. E se avesse messo le mani sui miei cari? Cosa sarebbe successo? Ecco allora che non era me nel passato. Era questa la pura e semplice domanda. Perché non esistono persone uguali nel passato è cosa ben detta. È cosa ben detta perché la me ne passato ero io, era proprio quella persona stanchissima di suo lavoro, una donna in carriera, senza problemi particolari. Ma questa Donna, bionda e distinta (sono stata bionda, seppure per un periodo breve, della mia vita), mi diceva chiaramente sono te ne passato. Fu tutto un fuggi fuggi. Ecco allora che prendevo coscienza che la paura ammutolisce. Forse aveva letto il mio curriculum? Continuava a dire di essere me nel passato, di avere il mio curriculum, di avere molte cose di me. E dove le aveva prese, e chi gliele aveva date? Il mio periodo biondo era durato poco, e avevo in mente qualche mese prima quando, dicendomi di non piacermi bionda, mi ero messa a cercare una foto in giro per la camera, e ne avevo trovata una molto carina, in cui non rassomigliavo alla signora bionda. Ma quel taglio di capelli, accidenti se mi rassomigliava. Ecco allora che avevo paura del mio ambiente. E se questo Donna bionda, per quel taglio, per un particolare, fosse subentrata nel mio ambiente, e li avesse uccisi tutti. Come fare a essere un’altra persona nel passato (cioè, abbiamo chiarito, nel presente), per davvero, o meglio, una persona si può anche sbagliare, ma centomila persone, possono confondere una persona per un’altra? Era avanti con l’età, e questo si vedeva, ma io amavo vestirmi elegante, e voi vi immaginate una donna che va per strada a dire sono S., sono S., poi ti giri e ti uccide?

Ecco, è questo che immagina la vittima, la vera, nel presente, e la temevo. La temevo veramente. Questa Donna, molto in vista, per conto suo, per conto suo, si è messa anche in televisione a ripeterlo, ed è molto, molto potente. Molto potente per davvero. E ne ho paura tutt’ora. Forse non è un vero trans, e se lo fosse sarebbe uno scoop incredibile, perché è molto in vista in politica, ma se non lo fosse perché cambierebbe qualcosa? Cambierebbe qualcosa per davvero, per i suoi modi di fare. Cioè avrebbe meno forza, per uccidere, una forza femminea, e non brutale, come abbiamo analizzato nell’uomo. E invece avrebbe una forza femminea veramente, e ci capiremmo allora, che avrebbe meno forza per femmicidare. Ve ne continuerò a parlare in articoli futuri.