E gli altri come reagivano? E gli altri come reagivano? Ebbene, ero tra gli altri. Ero stata educata dagli altri, e non si tratta di essere fuori nazione, fuori città, fuori da ogni posto. Significa di stare in patria, e parlare di altro. Significa parlare di altro veramente, dell’aria, del vento fresco che respiriamo, di quello che succede fuori mentre aspettiamo la pioggia, o una bella giornata di sole. Ecco allora che veniamo al dunque. Ecco allora che veniamo al dunque, come si comportavano gli altri mentre la signora mangiava. Ecco allora che veniamo al dunque, che siamo al  dunque perché ci crediamo, perché l’educazione non è mai troppa. E diciamo soltanto una cosa: dove erano gli altri. Gli altri erano altri? Erano accanto a noi, ci aiutavamo in tutto, e ci aiutavano in tutto per davvero? Certo che no, certo che non ci aiutavano in tutto, come accade normalmente in città. Ecco allora che accade tutt’ora che veniamo educati a questo bel mondo, che veniamo educati a questo bel mondo per davvero, e che ci chiediamo dove sia la nostra virtù. Siamo educati al bello, perché, anche perché ci educano agli altri. E io pensavo di essere educata la bello. Ecco tutto. Invece erano tutti conniventi.

Erano tutti conniventi perché mi venivano appresso appresso con uno strano vociare, e venivano appresso con uno strano vociare a me come persona perché, mi dicevano, volevano i miei beni, tutti i miei beni. Cioè non potevo volere più nulla, perché era loro. Era loro perché non  era mio, ecco tutto, non era mio. Cioè, dopo il vociare era loro. Era loro per davvero tutto, e non c’era discussione. C’era chi si sposava, e non stancamente, e altri invece che contiuavano, anche con lunghe telefonate, il vociare attorno a me, e continuavano il vociare dattorno a me per continuare a vedere cosa succedeva attorno?

Non era proprio così, è che mi stavano sotterrando, iva.

Poi mi attaccarono una strana radio, una radio che ti faceva fare i passi, e ti muoveva da una parte all’altra della città, dove andavi al lavoro, con questa strana radio, con questa strana radio, che muoveva praticamente i miei passi. E era dopo la Signora Bionda con la puntura. Ecco allora che venivamo al sodo, che venivamo al sodo veramente. Ecco perché, forse, quella Signora con la puntura aveva tutti gli atti notarili addosso, e brandiva carni. Uccideva, uccideva dovunque, uccideva e brandiva carni sulla scrivania, e tutto questo mi metteva pura, una paura eterna e anche lei sembrava mangiucchiare sempre e comunque. Mi sembrava mangiucchiare sempre e comunque dentro il suo studio, il suo studio co la rete, e qualche letto, dove era stata pe rotto anni sempre con le stesso camice e sempre con lo stesso vestito, e questo punturone in mano. Non c’è molto da aggiungere, e questo scritto non è uno scritto dell’orrore, ma di attualità.