Mio marito ha cominciato a “lanciare i bambini dalla finestra”. Siamo stati venti anni insieme, più dieci anni, o sono morta io o è morta lui. Sono morta io, quando mi ha detto che era meglio se sposava una maestra elementare, con il secondo asilo di istruzione. E sono morta dentro? Sarebbe una frase da rivista, e invece sono morta per davvero, che questa era pure armata. Era diventata la Sposa di A., Paese che adoro. Era tipo una sposona dell’800, alta alt a e grande grande, che con quel titolo di studio ci sterminava a tutti. E aveva un fucilaccio in mano, tipo maestra elementare Sposa perfetta. Bionda bionda, grande grande e alta. Era me nel passato e di me aveva: il curriculum, il titolo di studi, la laurea, la quinquennale, la triennale, il titolo di giornalista, il tesserino da giornalista, scriveva al Grande Giornale da 20 anni ( da tanti ci scrivevo). Era intelligente, lavorava alacremente a quello che io lavoravo veramente.

Vallo a dire veramente che aveva la terza elementare. Non  aveva gli occhialoni e non ti guardava come il lupo cattivo, ma aveva il fucilaccio perché doveva rifare la famiglia e diventare sposa. E io ero schizofrenica.

Eravamo una famiglia e eravamo tranquilli. Lui non era un maniaco (si sarà fidanzata con un maniaco, titoli di studio uguali, vita uguali, lei nel passato, il futuro maniaco, pardon, marito, sarà un maniaco), ed era bionda bionda e tutta hamburger erch era A. (in America gli hambuerger non li mangia nessuno, la nazionalità te la dicono, ed era una bella polaccona di origini polacche con qualche mesches di hamburger, e aveva una famigliona che era vissuta anche in Italia). Questa tizia aveva i piedi grandi grandi, e l’olio cotto dell’hamburger soprano era sul piedone infradito, perché era sposa che viaggiava, ed era il governatore e non me nel passato, grande grande con gli occhi blu blu polacco, e non cobalto come la sottoscritta, neri come la pece e mai visti. I suoi si lasciavano vedere, e puntava alla bocca dove, in gergo, aveva una difterite, cioè il filo della bocca spostato, e la lingua grande grande polacca le andava da una parte all’altra polaccona e grande grande. E io ero Schizofrenicma a, proprio come quando le maestrone danno dello schizofrenico a un bambino per farsi dare la manciona dai nonni, e lo perseguitano pederastandolo per tutto  il Paese con quelli che definiscono il pubblico e invece sono quei pederastoni dei suoi familiari.

E Berta era proprio questo, perseguitava la gente viva, quella che legge dorme e non sta mai fuori luogo, quella che non si sposa ma trasloca, perché una casa ce la ha. Lei non aveva casa, e voleva la casona, la casona dove stare con i piedoni grandi grandi, grassi e polacchi, la Casa per tutti la famigliona, e voleva la mia casa perché era la fidanzata del mio ex. Ecco, gli ex, nella vita normale di una persona, non si conoscono, o meglio non si conoscono più eri ente, e i evitano no perché si evitano, ma perch chi se li ricorda. Lei aveva tutti dei faaldoni a casaa con gli ex. Tipo i miei ex, che voleva interpretaaare, e leggeva con al lingua sbilenca, e leggeva che proprio non andavo bene, pederastandomi con i familiari, piedoni polacchi affamati.

Cioè, se rubi la casa aa una persona è perché non hai mai aavuto caa. E chi li capisce poi questi polacconi traferiti. Era tipo un tipo da roulette e hamburger, hamburgeroni, patatonone e bibbitone dolcificato. Era tipo un bibbitone dolcificato e sporco di grasso. E voleva casa mia – leggeva i faldononi che erano sui ex tipo gente di passaggio mentre il resto del mondo era schizofrenico – cioè, mentre eri un guardone e scrivevi faldoni li altri lavoravano, si laureavano, si godevano la giornata, si prendevano l’aperitivo, si mangiavano una mela. 1800 faldoni scritti in vita che casa era sua, e patapun patapum con il padre sempre padrone, che guardava on gli occhi da cerbiattona tutta hamburger polacco.

Non ero un incubo. Ero morta. Dopo 20 ani di matrimonio, diciamocela tutta,sei single, se dieci anni prima, e chi ti si ricorda, avrai vissuto, e sono sicuroa che quel falsdone sneanche mi riguardi, ma no me la avranno scansata una tipa che scriveva faldoni su di me? Sono una perfezionista, e magari non me la avevano scansata, e sono anche una gran rompiscatole. Insomma, delle rogne grosse mi rimaneva Berta. Berta la polacca Bevanda Dolcificata. Ero morta e era tutto lei. Tailleur spento come i colori di Derrick. Tutto il resto era storia. Inizia a buttarsi per letti con strane mosse e a partorire i figli del padre nel waater, e a manovrare lo stura eccetera, e già lì non c’ero più.

E po pensare che mio marito frequenti una polaccona colf mica è l’ultimo dei pensieri, sarà la prima affermazione che non ci sei più. Insomma, sei morto, tuo marito va con un’altra che è questa, ma tu già non ci sei più, e sarà andato con una maga, tipo quelle che ti ingrappano nei giorni di lutto. E la prima frase che ti dice è che frequenti una polacca con una bibita dolcificata in mano. quello che ha fatto n giro per la città neanche ci penso, perché ha fatto una strage, ma il secondo mese di matrimonio ha sparato a tutta la mia famiglia.  Con venti botte di fucilaccio perché voleva casa (viveva in una roulotte, per davvero, esiste). E ora non ci siamo più. io non ci sono più da molto, loro dopo due mesi. E il diavolo mi manda pure dei bambini o loro, sopravvissuti non si sa come, o i loro  cloni. Perché ora pare che sia venuta con quei faldoni da una menagramo del Paese, di quelle che non hanno mai fatto niente nella vita ma che hanno scocciato tutti, e sono tutte orecchie agli affari degli altri, e ti stipanano l’orecchio, di quelle che poi prendono l’accetta e fanno fuori la famiglia. Sembrava normale e ci prendevamo il caffè, e poi tutto d’un tratto è impazzita, e iniziava a urlare e a chiamarmi da un capo all’altro del Paese con la voce urlata, e mi cominciava a chiedere e che fai qua e che fai lì. Unna stalker classica, niente di più, che aveva venduto il figlio, tra l’altro, secondo me gli aveva dato pure qualche botta, e dove andavo di qua e dove andavo di là. Cansata da tutti. Era la gara del momento di Berta, vedere chi era migliore. Dovunque vai di pinantano il grano. Ero già morta, secondo me ero già morta, non sarei mai uscita con un avvocato.

Ma come si fa a piantare un grano a ogni passo. Vuoi la carriera e è l’unica cosa che non ti possono dare, perché è di un’altra, e pianti un grano, vuoi una carta di identità diversa e pianti un grano, vuoi un libro e non l’hai scritto tu e pianti un grano, vuoi una famiglia e non hai mai la tua e pianti un grano, vuoi  una casa dove però non ti rendi conto che c’è una famiglia che non è la tua e pianti un grano. E ti piazzano al  Comune a parlare con la signora, e ti piazzano al Comune sulla sediola a parlare con la Signora, e ti piazzano in libreria sulla sediola che il libro dai che non è tuo, e ti piazzano alla segreteria dell’università che la laurea dai che non l’hai fatta tu, e ti piazzano a qualche scuola che dai il diploma non l’hai fatto tu. Ma hai piantato talmente il grano che nessuno crede che sia l’assassino, tranne la sottoscritta che a quel punto viene lasciata (ero già morta). E ha i piantato il grano , il grano, il grano. E il diploma si stampa da sé, perché hai piantato il grano, la laurea si stampa da sé, perché hai piantato il grano, i titoli si stampano da sé, perché hai piantato il grano. E il rosario si è sgranato, cioè il tempo è passato, ma io da mo’ che ero morta, ma non ci sarà stata pure qualche crocce su questo diploma? Ma che diploma era? Verrebbe ora da chiedere. E poi, scusate l’ironia, ma come ci vai vestita in segreteria, tipo incappucciata? Non è vergognarsi, è piantare il grano, e poi dire: “Ho vinto”.

La lotteria è che il tempo passi in fretta e ti si dimentichi. E invece ti ricorda, e ti ricorda, e scrive il faldone, e lo legge, e invita i parentoni, e fa il convegnone, e fa il convegnone e invita i parentoni, e fa tre miliardi di figli con il padre con cui ha rapporti sessuali completi da sempre (ma insomma, non bastava sapere questo, che non era stupro ma che le piaceva veramente?) e invece ti ha incontrato e ti ha piantato il grano. E niente va bene, perché tutto è un grano, una fotocopia grigia. È una grana. Io non c’ero più, me ne sono andata con una bottaccia di fucile in testa del padre che la doveva sposare bene. Era birra.