Stalker, fino a che punt opuò arrivare la mente di un uomo è difficile dirlo. È difficile per davvero. Ma quali sono i dati che interessano oggi? E se lo stalker è una tua conoscenza? Basta una radiolina con una telecamera che è fattta. E questa mia conoscenza me la ha puntata adosso, e ha un microfono con uno specchio televisore per racontre tutti i fatti miei a tutti. Ed èincredibile come non siano riusciti, le hanno dato 9 anni di galera ma non sono bastati, a smontarle queste apparecchiature stalking. Eppure me le ha puntate adosso. Da piccola era alta lata e grossa grossa, e aveva la barba lunga, era buiondona e rumena, e tutti la prendevano in giro perché era la più alta della classe. E allae elementari ci sembrava un ostro, la misero nella classe per handicap e ce ne fregammo. Era handicappata, veramente handicappata, e ed era alta 2.96, e aveva a 12 anni 349 di piede, un mostro. Ma non sapevo fino a che punto. Chi lo sa, spinta da questa invidia atavica nei nostri confronti, era come un occhio che ti guarda barbuto (anche lei rimpie faldoni ma, per essere più precisi, questa fa processi e si finge capo della Corte Costituzionale italiana).

A scuola ci dissero che, da mostro, la dovevamo educare, starle vicino, educarla, starle vicino, e parlarle. Eravamo non una missione umanitaria (e che ne sai che poi non fai un’opera di bene). E invece era un occhio con telecamera e penna sul faldone. Era rumena di origini e abitava nell’allora profonda periferia di Città Sud. Era un pavimento oliato fritto, quelal casa, e il padre era sempre disoccupato, e il cancro per lui e l’ahalzhaimer per la madre era di lì a poco a venire. I lpadre aveva perso il lavoro, e lì a soccorrerla, la madre avva quasi perso il lavoro, e lì a soccorrerla,. E poi la portavamo a mangiare la piza, e rubava posacenere e posae, e si ne accorgevamno, ma per lo più era su una carrozazella, grande grande, per due metri e novantasei, e queste gambone periferiche erano oltre la carrozzella. Non mi ci misero vicino, anche se più va ancanti e più adssomiglio all’Opus Dei che piglia tutti.

E invece sono morta, e mi hanno acciuffato questi casi patologici infantili da quindici anni, e n anni fa sono morta. Sono stata mangiata, impiccata, segata, fatta a pezzi, dalle comunicande dai piedoni alti alti e grandi grandi, rumene di origini, e handiccapate (tutte in carrozzella perché davano la pensione) di nascita. Perché scrivere, perché diecin minuti fa si è finta con un’attrezzatura che nessuno a ca casa ,che sarebbe uno stereo he t punta all’oreccho con microfono e vocecamuffata, e si ingeva una mia conosscenza alla radio dicendo che siginfica qua e che sgfica là, senza accento, per fortuna i lriconoscitore vocale ti dice chi è. Ed è stalking,. Pare abbia degli attrezzi a casa, era l’unico commento di quindici anni fa, quando rubò l’ultimo posacenaree (con gesto furtivo, una figura senza precendenti) e se ne andò.

Da piccola, oltre che handiccappata in carrozzone grande, era strabica, e ci guardava di sottecchi, poi la operarono alle gambe e aveva le orecchie grandi grandi ,e ci guardava di sottecchi, io sono  morta, ma l’opus dei ricordo di averlo fatto, e la ho trattata sempre bene, invitandola anche per il tè per compassione, ma mi guardava di sottecchi, e la su casa, per le malattie della famiglia, puzzava di pannolone e pipì. E all’epoca non c’erano bulli. Chissà mi si è segnata. L’ultima volta che l’ho vista, mi ha dato un’accettata in testa. Insomma è una che porta un’accetta. Nessuno l’ha mai guardata per l’altezza e questi occhi bassi e strabici e stranieri, vuoti rumeni, che ti guardano e parlano a bassa voce. Era avvocato, per pietà, e superava tutti, ma se era handicappata ha a casa un laurea che nel Novanta e anche nell’Ottanta si definiva “strabica” non in senso brutto, nel senso che era handicap. Ma il suo handicap era strano e quelle gambone finivano in un edere che bella non era, e anche il sedere era strano, cioè il corpo non andava più un granché.

L’ultimo lavoro che aveva fatto erano le assicurazioni, e il primo erano le bollette. Erano le bollette. È stata sette anni a parlarmi di bollette a casa, poi conoscevo qualcuno e gli dava il prezzo fingendosi (cioè per me è vero che lo fosse in quel momento, ma ci ridevo pensando a uno scherzo, prostituta). Ma che avesse aggeggioni in casa. È stata sette anni a parlarmi in uno scherzo (occhiali da sole, volume altissimo, caffè sblindato, mi alzava di mattina per parlarmi del caro bollette veramente, il mio dentro casa). E mica le pagavo secondo lei queste cacchio di bollette. L’ho invitata a cena e mi ha dato, dopo i sette anni (mi sembrava un’altra persona ed ero in buona fede per davvero, proprio umanamente parlando, per fare una pace vera) e mi ha dato delle martellate in testa. Era tipo una crociata delle bollette, e aveva un aggeggione a casa in cui le stampava, e neanche ero della sua compagnia. Per lei andavo sparata perché non le pagavo, e poi ballava nuda a fine sbollentata,  (la mia), e l’ultima volta che l’ho vista una uno schermo ha decapitato un paese con delle grosse falci (seimila abitanti, e ci guardava con gli occhi scuri scuri e rumeni, e puliva gli occhiali (il pavimento era fritto liscio, ma gli occhialoni erano sempre puliti), e mi ha talmente stalkerizzato che  dormivo come nonno cucco sulla sedia, ed ero quasi morta per davvero, e chiedevo perdono io all’Opus Dei.

Dice che c’ha un stereone con cui cambia i discorsi. Ma io che ne so cosa è uno stereone con cui cambia i discorsi. Mi sembrano grane toppo grosse per una persona perbene come me. poi dice che era arrivista, perché le pagavano il pranzo, ma see rubava il posacenere a tavola( e chi se la dimentica).  E con questo stereone, che ci ha fatto? Dice che lei, F., è grande, che ha di fatto questo e questo, ma non sono grane enormi se ha cambiato con lo stereone e sei stato tu, tizio e caio a cambiarlo? Poi inforcava i personaggi famosi in televisione, con questo stereone usciva un forcone, e al decimo anno mi ha pure inforcato. Ma io che ne so con quest’’cchio a che pensava? Ma non è una grana vera?

Eh no, non era pure lei mei nel passato? Era pure lei me nel passato. E via dicendo, cioè ha piantato delle grane indescrivibili dicendo che aveva i miei titoli, aveva il mio diploma, aveva la mia laurea, aveva il mio tesserino da giornalista, ma non ne aveva uno uguale che mi avevano rubato dei ladri dentro la borsa poco tempo prima? Sembrano problemi tipo lo stereone. Ed era una che doveva farsi il passato. Perché prima ti dicono di essere te nel passato, ee ti rubano tutti i titoli, poi si devono fare il passato. Io nel passato c’ero, loro avevano questi apparecchioni per fare il passato. Ma io che ne so che significa fare un passato? Ma non sembra tipo la storia dello stereone che ha dentro casa? Pare che abbiano strane apparecchiature in casa. Non guardate me, ero già morta.