Quando era triste. Triste, nella mia vita, non lo è mai stato nessuno. Non era male essere felici. Ma tristi era difficili per davvero esserlo. Tristi per come la intendiamo veramente, era davvero difficile esserlo. Si era sempre sulla risata, sempre a ridere, tristi per che cosa, insomma. Tristi è una parola troppo difficile per un ragazzo. Tristi è davvero difficile esserlo perché la vita è sempre un sorriso, è sempre un sorridere, e quando mai si ha tempo per essere tristi. Tristi è una parola grossa, e non dovremmo esserlo mai. Il triste, di solito, purtoppo, è un pezzo di nera. Cosa ci rende infelici? La persona che ci lutto, ecco cosa ci rende infelici. Allora siamo piccoli di fronte al destino, e per niente tristi. Reagiamo, facciamo qualcosa. Io quando sono triste piango, ma con J., di cui vi ho raccontato, ho finito tutte le lacrime. E perché? Perché J. Mi ha luttuato, per davvero, ed era terrorista per davvero. Ma come era la ragazza con il mitra quando era triste? Perse il padre, e pianse per due anni. Solo per un tratto, ma è successo, sembra che la ragazza con il mitra sia stata triste per una morte non vera. Cioè sembra che il padre sia morto per finta. Non che fossimo molto interessati al padre, perché Flaminia ci stava ammazzando a tutti. Comunque, vero o finto che sia (sembra che sia scappato con l’amica, sembrava così per un momento, e per un altro sembrava che fosse uno dei clienti della ragazza con il mitra, tutto qua). Sembrava che in passato fosse stato un suo cliente, ecco tutto. Sembrava che fosse stato un suo cliente per davvero, per davvero un suo cliente, per davvero a casa sua, per davvero suo marito. Io sono stata stuprata da una persona più conosciuta, ma sembra che lei se lo sia sposato, che fosse il padre vero-non vero. Chi lo sa cosa scatta nella mente umana. Quando era triste piangeva. Quando era triste piangeva a dirotto, ed eravamo tutti disperati. E nessuno le ha fatto fuori il padre.

Anzi, sembra che lo abbia ucciso. Sembra che lo abbia ucciso per davvero. Sembra che lo abbia accoppato lei a una ventina di anni mentre era in ospedale e stava poco bene, perché, in un momento insospettabile, è stata anche processata. È stata processata per davvero, per sette anni, un singolo processo. Ahimé, di processi me ne intendo, e anche a me hanno implicato, ma come hanno processato lei nessuno mai. Poi ne ha subito uno per droga, anch’esso vero. Devo dire vero perché e me sono capitati tre processi falsi: giudici falsi, processanti falsi, giuria inesistente, e pure carte false, con nomi di altri con su scritto il nome mio. Veramente mi è anche capitato di essere processata per grandi casi di cronaca nera, per cui sono finite in arresto altre persone. Insomma non ro tra gli indagati, , ma ero processata, e la persona era già in galera, e da anni. E il libro con il colpevole era già stato stampato, e pure i giornali erano già andati, e  da dieci anni ( dieci di ergastolo al colpevole), e ne sapevamo tutto da lettori. Cioè, non è che ne eravamo sicuri perché e eravamo sicuri, ma perché il caso era chiuso e il i, colpevoli, erano arrestati. Non mi hanno mai arrestato ringraziando Dio, ma mi hanno processato un po’ come la morte di John Lennon. Non sono un cadavere perché credevo che le persone che mi processavano fossero inferme, e non sono in prigione perché innocente. Ma quanto innocente? Troppo. Ecco quale è il problema. Bene, i giudici erano interdetti già da tempo per affari loro, internati per affari loro, e con le lauree flase per affari loro. E chi ci è andato mai a frugare nella vita di un giudice. Ma essere processati per la morte di John Lennon è una sasso al piede. Cambiavano carte, scrivevano il nome di altri in omicidi del 1973. Ed erano giudici falsi. E non c’era avviso di garanzia, non c’era indagine, non c’era avvio di garanzia è già tutto. Ma il libro stampato è dire troppo. Volevano iniziare anche un processo per droga e ho la sigaretta in mano ed era un mio conoscente (prima amico, poi ex amico, poi conoscenza, poi e x conoscenza) il procuratore generale italiano. Ma come è possibile ? Nel primo caso una mia ex cugina, nel secondo un mio conoscente dal ciuffo nero che si divertiva, diceva lui, a vedere carte. Insomma, questo è, ed erano tutti internati, tutti regolarmente in manicomio, tutti regolarmente in galera. Già, mi è capitato questo, e in questo frangente è capitato un processo vero. Vero sapete perché, perché ora la ragazza con il mitra è lei e non io, nella realtà dei fatti, ma ne avevo talmente le scatole piene, che non mi sono fermata a vedere. Sembrava che lei scampasse a un processo per droga. Cioè il ragazzo con il ciuffo nero, da finto procuratore generale, le faceva fare un processo per omicidio al posto per uno per droga, per perdere tempo, per prendere tempo, per  darle la condizionale. Il mio, me lo sottolineano, era più una storia, e i giudici li conoscevo anche. Cioè è come se volessero fare una storia di un processo che finisce diversamente senza galera, come se volessero riraccontare il fatto. Insomma un processo-farsa ma per davvero. Mi è capitato questo ma a lei il fattaccio era corredato da immagini. Non le è sputata una lacrima ma attualmente non è in galera. Nessuno si è interessato intimamente al fatto suo, perché il finto procuratore generale ci ha talmente stalkerizzato con i processi che ce ne siamo disinteressati. Ecco come è successo, che era stalking sette mesi a sentire tutte queste cose poi innocenti. Lauree false, tocchi falsi, filmati falsi. Terribile. A lei non è spuntata una lacrima, a me un gran mal di testa. È difficile a dirsi, ma non eravamo mai preoccupati, occupati in lei, anche perché la prima a sparare è stata la ragazza alta alta ha sparato prima della ragazza con il mitra, e scusate ma ci ha fatto tutti fuori anche per la presenza fisica. Ecco cosa è successo. E “non” andava in galera. Per davvero. Ci facevano fuori, stavamo mesi a casa a pregare, ad aspettare il dottore, a pregare che finisse, e invece non finiva, e che dolore fisico. Che dolore signori, un dolore inafferrabile ecco perché stento a occuparmene, perché mi ha procurato un dolore fisico così pesante che è difficile dimenticarlo. Ecco allora che il mio dolore non  si è placato, e certe volte si fa sentire. Vita sedentaria, tanta calma, e tanto calore umano. Ecco la cura. E torneremo a riderne.