Tenaglie, orifizi, ergastoli e lame. Ecco cosa si vedeva nel mio mondo del lavoro. Era impossibile lavorare in quel campo. Ecco il messaggio che ti mandavano.era impossibile lavorare in quel campo veramente. La taglia era 37 mila per non essere ammazzato veramente. E dovevano essere pagati vermente. Ti lasciavano un po’ al posto di lavoro, in crisi da secoli, e poi ti mandavano via assumendo gli altri. Ecco quale era il piano. Ma le lame, le pistole, le tenaglie in testa, i video inventati erano all’ordine del giorno. Erano venuti alle armi. Ecco cosa era successo veramente. Erano venuti alle armi nell’arco di un due anni. E avevano ammazzato tutti i loro familiari e ora guardavano a noi, ad altro. Ecco cosa era successo. Ora guardavano a noi armati di pistola. Li avevano fermati per un anno e niente più, ed erano assassini. Tutti. Nessuno si salvava. Volevano, dicevano, il posto di lavoro. Avevano mani e piedi, e la bocca sporca di sangue, fenaglia al seguito e avevano anche le scarpe sporche di sangue. Ogni giorno per tre anni. Per tre lunghi anni. Non si poteva dire niente, si poteva soltanto pagare. Ed erano pronti ad ammazzare qualunque persona passasse.
Avevano iniziato con i sosia. Avevano preso delle strane macchinette ai pornografi, per cui ti leggevano il pensiero e li mandavano a gente loro, sosia veri, dicevano al giornale, ed erano trans. In questo rientra anche il mio trans. Cioè era programmato, questo trans, per mettere paura, per ammazzare, per dare la colpa poco, perché aveva anche nome e cognome, e indirizzo di manicomio. E venivano tutti dal manicomio. Ecco da dove venivano. I processi iniziavano, e non nascondevano di essere di questo o di quel manicomio, cresciuti in manicomio veramente, e creati in manicomio. I pezzi erano in second’ordine. Cioè non si sa in quella carneficina cosa succedesse veramente dal punto di vista lavorativo, ma a nessuno importava. Importavano i miei pezzi. A quel trans? Non si saprà mai, perché tutto in realtà passava in subordine. Ecco cosa passava tutto, in subordine. E ora anche mia sorella è perennemente sporca di sangue, ha ucciso a coltellate il marito e ogni volta che scrivo prende il pupo, mio nipotino, sporca di sangue del marito, con i piedi tutti insanguinati, e fa per sgozzare il minore. Veramente. È stata, mi avrebbe confessato un due anni fa, mentre camminava noncurante e con strane scarpe sporche di sanuge, diciannove anni in manicomio. E ora le si vedono tutti. Veramente. Ecco quale è la situazione intorno. E questo trans non si scolla. È malato di Aidz, veramente, è sporco fino all’iinverosimile, ed è uno sporcaccione perché espone il sesso e mette il membro nel fondoschiena. Si chiama T. H. e non ha una età specificata, dovrebbe essere sui trenta, perlopiù sui venti, e ancora sui quanranta.