Un trans, e ottomila punti in testa cadauno. La città tace quando la notte è ancora in vigore. E un lungo sonno, come a dire sono vivo, e cammino. Insomma sono in coma, caro amico. Era una tango, una volta, era un tango lontano, una volta, a rasserenarci le serate. Era una tango lento finché non arrivarono una decina, venti trenta, persone, a rasserenar i la giornata. Poi ci misero ottomila punti in testa. E non era cambiato l’insegnante. Ci vennero anche a trovare, a ricercare, a ricercare i nostri cari, con un nugolo attorno di astanti, per cercare di salvarci. E non eravamo gente altezzosa. Si inseriscono, cambia il gruppo, e ti malmenano, ti malmenano per davvero e ti mandano lontano.. e ora si riaffacciano, e ora rapiscono un bambino, ora ne rapiscono un altro. E altro che un tango lento. L’ultima oltaa che lo ho visto, questo trans di cui racconto di tanto in tanto, indossava una maschera di porco, e aveva una accetta in mano. E ci cercava. Ero la regina, diceva, ero la regina, e chiamava qui e lì e qui lì, come se ci avesse sempre conosciuti. E siamodi qui e siamo di lì, e siamo di lì. E giù accettate. Fortunatamente a vuoto. Se etyemila accettate ciascuno. Ecco come ce la siamo cavata di nuovo. Ora una faccia buffa, di tanto in tanto, mi si appalesa, convarva e baffi, magrissima, e guanti blu moderno.lei dopo tanto tempo. Ferma alcune auto le da’ dell’assassino, e poi le lascia andare dopo un po’. Eravamo innocenti e ci ha lasciato andareSi dice sia di una attività commerciale di qui, o di altrive si direbbe, la è strano a dirsi, perché qui non si è mai vista. E cola che riparte, dopo una breve apparizione in un parcheggio. Eccola che non ha più pubblico (e ne aveva, attorno, pubblico di un omicidio). Sembra lei, ma nessuno ha mai avuto il tempo di sogfermarsi su connotati sporchi di sangue. È tornata a colpire