♥DGran finale per il 61. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, diretto da Ivan Fedele, e organizzato dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta. Domenica 8 ottobre al Teatro alle Tese (ore 20.00) il concerto-spettacolo di Tempo Reale e Alexander Chernyshkov recupera in chiave musicale la tecnologia vintage, mentre alle 23.00 l’Enrico Rava New 4et incrocerà gli strumenti nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale.

Aspirapolveri, relé di ascensori, floppy disk, stampanti ad aghi, scanner obsoleti: quello che era avanguardia tecnologica soltanto qualche decennio fa adesso è diventato passato, come le reliquie di un’altra epoca che ci raccontano “come eravamo”. Tra nostalgici e nuovi proseliti, ecco che con questi pezzi retrò di un mondo hi-tech si organizzano mostre, si compilano cataloghi, divampa una mania collettiva, complice anche il pensiero ecologico. Che Francesco Giomi, anima di Tempo Reale, il centro fiorentino di ricerca sul suono fondato da Luciano Berio, sviluppa da un po’ di anni: alla velocità del consumo tecnologico e alla obsolescenza dei mezzi informatici oppone cioè il recupero di quei dispositivi lasciati ai margini di questa accelerazione per sperimentare un proprio teatro sonoro dove anche gli strumenti tradizionali, come flauti e trombe, sono “truccati”. Questa volta coadiuvato dal compositore russo Alexander Chernyshkov (1983), con studi a Verona, Vienna e Graz, autore dell’originale Trascrizione di un errore presentato per Biennale College lo scorso anno. La nuova opera di Chernyshkov, Il rosso risvegliato, si svolge nell’ambiente tecnologico “vintage” di Tempo Reale. Chernyshkov è “alle prese con una partitura che unisce strumenti-dispositivi della quotidianità con l’apporto di due poli-strumentisti fuori da schemi convenzionali. Il tutto in un quadro di utilizzo dello spazio che cerca ancora una volta di superare il concetto di concerto tradizionale a favore di una fruizione immersiva e di prossimità, sempre più imprescindibile nelle più emergenti esperienze musicali elettroniche” (Francesco Giomi).

Ultimo appuntamento anche per la sezione del Festival Aperto, che abbraccia generi diversi sempre nel segno della sperimentazione. In questo caso si tratta di una musica che parte dal jazz per esplorare l’universo sonoro contemporaneo in una prospettiva che attraversa i generi e le generazioni. In scena il nuovo quartetto del mitico Enrico Rava, ispirato a un progetto realizzato nell’autunno scorso in Giappone. “Enrico Rava – afferma Ivan Fedele – è un artista che ha sempre percorso i sentieri di un linguaggio in continua evoluzione, indicandone la via a intere generazioni di giovani musicisti”.

Da parte sua Enrico Rava afferma: “I musicisti non li scelgo per lo strumento che suonano: li scelgo per la loro testa”. Così è stato per il suo New Quartet, la nuova formazione che Rava ha creato insieme a Gabriele Evangelista, al contrabbasso, Francesco Diodati, alla chitarra ed Enrico Morello alla batteria. Per il concerto veneziano, alla formazione si aggiungerà eccezionalmente la pianista Makiko Hirabayashi, brillante interprete del panorama internazionale.

Il New 4et di Enrico Rava ha vinto il referendum Top Jazz 2015 di Musica Jazz come formazione dell’anno. Fondamentale è stato Siena Jazz e i suoi seminari, dove quattro anni fa il trombettista ha avuto modo di conoscere e apprezzare le qualità di Francesco Diodati, chitarrista dall’originale approccio alla melodia, e di Enrico Morello, batterista dal drumming raffinato. Con Gabriele Evangelista, invece, la collaborazione artistica è iniziata nel 2010, quando il contrabbassista entra a far parte del quintetto “Tribe”. Enrico Rava decide, nel 2014, di dare vita al suo New Quartet intuendo le potenzialità che questo incontro avrebbe generato. Afferma Rava, parlando del New 4et: “La verità è che loro tre insieme funzionano molto bene e alla base di tutto c’è non solo una profonda fiducia, ma anche la capacità di ascoltarsi reciprocamente. Il quartetto sa mettere in luce un interplay che va ben oltre il semplice approccio cross-generazionale, ma crea dei brani che sanno raccontare qualcosa di nuovo e autentico”.

Enrico Rava ©Andrea Boccalini
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