Quando ami una persona, non sai mai cosa dirle. Non sai mai cosa dirle, perché il passato ti passa tra le mani, e tutto quello che hai passato sembra scorrere lontano nel tempo. Hai figli, hai famiglia, e hai costruito una casa bellissima con quella persona, ma ancora non sai cosa dirle. E non sai cosa dirle perché, per te, è la cosa più bella del mondo. È la cosa più bella del mondo perché con lei hai convissuto periodi su periodi bellissimi, e continui a conviverli e a viverli. Ma non è tutto, perché quella persona sa di te tutto. E sa di te tutto nel migliore dei modi. E sa di te tutto nel migliore dei modi perché continua a convivere con te mille avventure e mille artifizi che ti riempiono il cuore di felicità. Ecco allora perché il nome di quella persona ti continua a rimpallare in mente, e fai del tutto per non dimenticarlo. Un Dio peggiore, ecco chi mi fece dimenticare la mia amata di dieci anni fa. Ecco chi me la fece dimenticare. Ecco chi mi fece dimenticare questo grande amore di dieci anni fa a cui io e il cielo facevamo affidamento.
Ero ricco. E avevo tutto. Ma davvero tutto. Avevo giochi, macchine, e ancora case su case, e affitti su affitti. Ma mi mancava quella persona, che con me aveva costruito tutto, e che con me condivideva tutto. Con la sua scarica di problemi – era stata in manicomio – e con la sua scarica di perplessità. Con la sua scarica di perplessità fuori luogo, fuori luogo perché, quando era fuori luogo, con me faceva l’amore. Con me faceva l’amore sempre, e comunque, di notte, quando nessuno la vedeva, e quando non la stupravano o non le facevano del male. E faceva filmati su filmati su questo amore “a vanvera”, che ci riempiva di affari. Quando ero in un giro di affari, su e giù per il mondo, mi faceva amore nel bagno del bar, del ristorante in cui ero, mentre ero in una discussione di affari, perché erano ancora mille, miliardi, le cose che avevamo da dirci, e ce le dicevamo con il nostro amore. Era vestita di lana, perché aveva sempre freddo, e io le facevo la stessa cosa mentre era in redazione, al gelo, perché i riscaldamenti costavano troppo, e arrivammo a non dormire più, per l’amore ficcante e ficcato che avevamo in testa. Carissimi miei, le 50 sfumature di grigio sono queste.