Potremmo descrivere Matteo Renzi come boy scout, come politico o come sindaco di Firenze, ma oggi vogliamo dipingere la sua immagine come leader italiano o presunto tale, bisogna vedere i punti di vista.
Le elezioni che si terranno in primavera saranno uno spartiacque per il nostro Paese e vedranno almeno 4 idee di sviluppo molto differente.
Renzi punta sulla continuità con il suo governo e con quello di Paolo Gentiloni, capaci, secondo il leader dem, di trainare il nostro Paese fuori dalla crisi e dalla recessione in cui era sprofondato.
Matteo Renzi pensa di potercela fare anche senza la sinistra che difficilmente si ricompatterà sul leader dem, perché spera in un’alleanza tra il Partito democratico, l’Udc di Pierferdinando Casini e la Sinistra europeista di Romano Prodi, dei radicali e soprattutto di Giuliano Pisapia.
Senza soffermarmi a lungo su meri conteggi politici o su alleanze della destra e del Movimento 5 stelle, posso affermare che ciò non sembra, a mio modesto parere, essere sufficiente per poter ridiventare Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
Prima di tutto bisogna affermare che Matteo Renzi raggiunse quasi il 41% dei consensi alle europee proprio perché contrario a vecchie alleanze di partito.
Voglio essere più preciso: l’alleanza con Casini che vantaggi può dare?
Il ceto medio e moderato in Italia ancora esiste? Basta attaccare Grillo ed i populisti per vincere? Io penso che tutte queste manovrine siano inefficaci ed oggi in Italia il ceto medio stia sprofondando in una crisi senza precedenti. La tenacia di Matteo Renzi nel non voler ricomporre con MDP, facendo finta che il precariato non esista, continuando a proclamare che i giovani stanno bene, costerà molto caro in termini numerici.
Bisogna ricordare che casini e Pisapia hanno posizioni antitetiche su molti temi a partire dal biotestamento. Perlomeno la pensano nella stessa maniera sullo ius soli, ma è un po’ poco per poter giustificare la coalizione.
Oggi il Pd ha perso personaggi di calibro come Grasso, bersani e D’Alema che in termini elettorali potrebbero pesare più di Casini e Pisapia.
Oltre però alla debolezza oggettiva della coalizione bisogna pur parlare della scarsa, o presunta tale, chiarezza della proposta politica.
Matteo Renzi ha intenzione di fronteggiare la più grande precarietà della storia? Ha intenzione di risolvere il problema migranti con una linea netta vicino a Minniti, o si sposterà verso le posizioni della Bonino, con posizioni molto più concilianti verso le ong? Vorrà correggere i modelli contrattuali che sono presenti in Italia? Vorrà parlare del problema dei nostri giovani costretti ad emigrare all’estero per avere un futuro migliore? Vorrà comprendere che un Paese dove procreare diventa un lusso è un Paese malato? Vorrà comprendere che le donne in gravidanza chiedono servizi e non bonus?
Temo che queste domande debbano diventare il centro dell’agire politico e non gli slogan quotidiani.
E’pur vero che gli altri schieramenti non hanno un’idea ben precisa di società e forse sono più confusi di Matteo Renzi. Che dire? Mala tempora currunt…………………