Due giornate di studio ( alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), un laboratorio (al Teatro Tor Bella Monaca) e un esperimento teatrale (30 novembre 2017 ore 21 Teatro Argentina) dedicati alla drammaturgia di Franco Scaldati. Attori, storici del teatro e della letteratura, linguisti e critici insieme per analizzare il mondo, la scrittura e il linguaggio dell’autore-attore nel contesto della storia del teatro e della letteratura del Novecento, italiana ed europea.
Il progetto, promosso tra gli altri dal Dipartimento di Storia dell’arte e spettacolo della Sapienza, dal Teatro di Roma, dal Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e societΓ  dell’UniversitΓ  di Torvergata e dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma, ha come obbiettivo quello di far conoscere la produzione per il teatro di un grande scrittore che, in quarant’anni di attivitΓ  ha operato essenzialmente a Palermo, una cittΓ  che non ha saputo valorizzare la sua figura di artista, il suo magistero di formazione nei confronti dei giovani che hanno partecipato alle attivitΓ  che lo scrittore-attore ha portato avanti, per lo piΓΉ in sedi precarie e disagiate.

β€œL’esperimento teatrale che abbiamo realizzato – spiega Valentina Valentini, docente di Sapienza UniversitΓ  di Roma, che ha curato il progetto con la collaborazione di Viviana Raciti – con Notturno Scaldati vede in scena, per letture e intermezzi coreografici, artisti come Aldes, Marco Cavalcoli, Elio De Capitani, Marion D’Amburgo, Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Roberto Latini, Saverio La Ruina, Luigi Lo Cascio, Opera, Carlo Quartucci, Stefano Randisi, Carla TatΓ², Enzo Vetrano, con il coordinamento di Roberto Giambrone e punta a verificare se e come sia possibile far vivere il teatro di Scaldati senza Scaldati, sulla scena, sulla pagina e per radio”.

A precedere lo spettacolo al teatro Argentina saranno due giornate di studio. Si inizia mercoledì 29 novembre alle 14.30. per proseguire giovedì 30 a partire dalle ore 9.30 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Gli interventi di studiosi (Lucia Amara, Stefano Casi, Valeria Merola, Cristina Grazioli, Matteo Martelli, Donatella Orecchia, Antonella Ottai, Marco Palladini, Viviana Raciti, Stefania Rimini, Andrea Scappa, don Cosimo Scordato, Carlo Serafini, Valentina Valentini) e di artisti di teatro (Antonella Di Salvo, Melino Imparato, Carlo Quartucci, Carla Tatò, Enzo Vetrano e Stefano Randisi), indagano la dimensione orale, raccontano le figure femminili, i tonti che popolano il suo mondo, le tenebre e la luce in cui sono immersi. Insieme alle analisi e alle discussioni che ne scaturiranno, si inseriscono proiezioni e ascolti di Franco Scaldati e di Mimmo Cuticchio, entrambi sulla figura di Lucio, di Edoardo De Filippo, Roberto Latini e Melino Imparato su tre diverse versioni linguistiche de La Tempesta shakespeariana. Di Federico Tiezzi si proietta il finale de I Giganti della Montagna di Pirandello riscritto su sua richiesta da Scaldati, e Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno vita alla coppia di Totò e Vicé erranti nelle vie di Palermo in un recentissimo film di Marco Battaglia e Umberto De Paola.

Un’altra occasione per testare come questo mondo possa essere attraversato Γ¨ quella del laboratorio, forma di lavoro molto cara a Scaldati, che si terrΓ , sia pure in una durata concentrata, al Teatro Tor Bella Monaca ( 24-28 novembre) a cura di Antonella Di Salvo, Donatella Orecchia e Viviana Raciti.

È possibile parlare la lingua di Scaldati? È possibile comprenderla? In effetti Γ¨ come se fosse una lingua straniera, anche per chi Γ¨ nato a Palermo trenta/quaranta anni fa. L’attore Scaldati comunicava con la sua voce, con il ritmo dei suoi gesti e con i movimenti del suo corpo a platee che non conoscevano il teatro nΓ© comprendevano la sua lingua. Cosa succede, ci chiediamo, quando un suo testo viene restituito da un attore che non conosce la sua lingua, destinata a diventare come un geroglifico quando non ci saranno piΓΉ quei pochi attori che la parlano e la comprendono? Altra questione cruciale: la sua produzione letteraria di in quali biblioteche, librerie, siti on line Γ¨ reperibile? Sono alcune domande che il progetto solleva.

Alla sua morte avvenuta nel 2013, Franco Scaldati, drammaturgo, poeta, attore e regista, lascia un ampio fondo di opere teatrali la maggior parte delle quali inedite, e una consistente mole di varianti redatte anche a distanza di anni: tredici testi pubblicati e trentasei inediti, e a questi sono da aggiungere undici riscritture tratte dalla letteratura teatrale nazionale e internazionale
Un mondo meridiano e notturno, lirico e carnale vive nei testi teatrali di Franco Scaldati. Una Palermo fatta di voci di venditori, di serenate all’amata, di richiami di bambini all’imbrunire, di violenze improvvise e apparentemente immotivate, di giochi, dialoghi fra figure erranti che sognano piatti di tennerumi, creature eteree o al contrario estremamente radicate ai bisogni terreni…
Progetto realizzato grazie a:

Teatro di Roma – Sapienza UniversitΓ  di Roma Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo
– UniversitΓ  di Roma Tor Vergata Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e societΓ  – Biblioteca nazionale centrale di Roma (MIBACT) – Associazione Ubu Per Franco Quadri – PAV- Dipartimento Cultura Roma Capitale – Rai Radio3 – Move in Sicily – Associazione Lumpen – ILa Palma.