Dall’8 maggio al 22 luglio 2018 Palazzo Cipolla a Roma presenta β€œSicilia, il Grand Tour”, una raccolta di acquerelli di Fabrice Moireau raccontati da Lorenzo Matassa.

Un’ iniziativa promossa e realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte, in collaborazione con la Fondazione Federico II.

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Circa 400 opere a colori del “pittore dei tetti di Parigi”, concesse dalla Fondazione Dragotto, tracciano un nuovo percorso goethiano. Illustri viaggiatori hanno offerto il proprio sguardo per raccontare la Sicilia al mondo intero. Superarono mille difficoltΓ  per scoprire paesaggi disegnati dalla natura e rileggere ciΓ² che l’antichitΓ  e l’arte avevano consolidato in monumenti d’immenso valore.

Nelle loro parole la Sicilia fu il luogo della definitiva crescita conoscitiva ed emozionale. Nasceva il β€œGrand Tour” e Goethe ne era il massimo profeta.

 

A distanza di quasi due secoli e mezzo da quel tempo, l’Isola rivive un nuovo β€œGrand Tour” affidato ai pennelli e alle matite di uno dei piΓΉ grandi acquarellisti del mondo, Fabrice Moireau, e al racconto di viaggio di un fine giurista e uomo di cultura, Lorenzo Matassa.

 

Nei luoghi ritratti l’artista si Γ¨ recato personalmente, accompagnato dall’inseparabile zaino che contiene gli attrezzi da lavoro del pittore: la tavolozza, i colori, i fogli bianchi, i pennelli, l’immancabile sgabello pieghevole.

 

Riprese dalla mano sapiente del Maestro Moireau diventano acquerelli le testimonianze archeologiche dell’Isola, le vedute di alcune riserve naturali, le isole minori, i numerosi castelli, gli scorci dei siti UNESCO.

 

Un lungo itinerario nella Sicilia piΓΉ intima, nei luoghi meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti e meritevoli di un viaggio.

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Β«La mostra β€œSicilia, il Grand Tour” Γ¨ per me un meraviglioso viaggio nella memoria, un’immersione nei luoghi, negli scorci, nei paesaggi piΓΉ belli e suggestivi della mia terra natia, condotta sull’onda della soave pennellata diΒ  Fabrice Moireau, indiscusso maestro di una tecnica tanto pregevole quanto oggi scarsamente praticata qual Γ¨ l’acquerello. – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente Onorario della Fondazione Cultura e Arte – Un percorso espositivo che Γ¨ una vera poesia, un inno all’isola che indusse Federico II di Svevia ad affermare che era al tal punto felice di vivere in Sicilia da non invidiare a Dio il Paradiso. Ecco, gli acquerelli di Moireau, con l’ideale contrappunto dei testi di Lorenzo Matassa, connotati da un lirismo ispirato che fa apparire le opere ancora piΓΉ belle, restituiscono oggi intatto il senso della meraviglia dei viaggiatori stranieri di fine Settecento ed inizio Ottocento, di cui Goethe narrΓ² in una delle sue famose lettere: β€œΓˆ in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unitΓ  armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederΓ  per tutta la vita”.Β».

 

β€œSicilia, il Grand Tour” Γ¨ anche un libro di successo edito dalla Fondazione Tommaso Dragotto, arricchito dal racconto del magistrato scrittore Lorenzo Matassa. GiΓ  nel titolo c’è il richiamo alle suggestioni di quel fenomeno che, tra il Settecento e la prima metΓ  dell’Ottocento, portΓ² in Sicilia viaggiatori stranieri e uomini di cultura accompagnati da artisti del paesaggio. CosΓ¬ accadde a Goethe che visitΓ² l’Isola nel 1787. Il suo diario, illustrato da Christoph Heinrich Kniep, divenne leggenda.

Bottega Belenga