La mostra, a cura di Gabriella Musto e Marco Iuliano, realizzata in collaborazione con Valeria Carullo, curatrice per il RIBA della Robert Elwall Photographs Collection, espone 200 fotografie che ritraggono Roma tra la metร  dellโ€™Ottocento e lโ€™etร  contemporanea. Tutte le foto provengono dalla collezione del Royal Institute of British Architects che ha sede a Londra.

Da sempre Roma attrae lโ€™interesse degli artisti e dei viaggiatori, che nel corso dei secoli ne hanno interpretato i monumenti e lโ€™immagine complessiva. Roma, infatti, possiede non uno, bensรฌ mille volti, che si riflettono nel Tevere e nelle cupole al tramonto; identitร  distinte che talvolta si contraddicono e altre si sovrappongono, stratificandosi e costruendo una maglia fitta di episodi.

Il Royal Institute of British Architects (RIBA) non รจ solo un importante ordine professionale: alla sua base vi รจ anche il desiderio di promuovere lโ€™educazione alla qualitร  dellโ€™architettura, dentro e fuori la Gran Bretagna. Fondato nel 1834 a Londra, conserva nella sua collezione fotografica 1,7 milioni di immagini. Le foto selezionate in mostra privilegiano uno sguardo ampio, attento sia al dettaglio archeologico sia al paesaggio, passando per la scala intermedia dell’architettura. Eccezion fatta per alcune immagini dei fondi dell’Architectural Press Archive, sono proposti esclusivamente scatti di fotografi britannici dalle origini del nuovo medium ai nostri giorni: James Anderson, Tim Benton, Richard Bryant, Ralph Deakin, Ivy and Ivor de Wolfe, Richard Pare, Monica Pidgeon, Edwin Smith.

La mostra ricostruisce lโ€™immagine della cittร  eterna in un momento chiave della sua esistenza. Attraverso la lente del GrandTour il visitatore puรฒ osservare la cittร  con gli occhi del mondo anglosassone e condividerne gli sguardi iconici ma anche inusuali e profondamente narrativi. Dall’archeologia alla streetphotography, la mostra accompagna il pubblico alla scoperta della capitale suggerendo riflessioni architettoniche, urbanistiche, politiche, sociali e nel contempo stimolando la critica verso la scoperta di luoghi che la fotografia come sempre, reinterpreta e racconta.

In tempi recenti apprezzata dagli stranieri piรน che dagli Italiani stessi, forse abituati alla sua bellezza, Roma รจ lโ€™esempio per antonomasia di cittร  che ha da sempre stimolato lโ€™immaginazione collettiva. Tra memoria dellโ€™antico e sperimentazione del moderno, la cittร  รจ stata soggetto ideale per pittori e incisori dal Rinascimento, mentre la fotografia si sviluppa proprio quando โ€œsi fa lโ€™Italiaโ€: la nuova tecnica contribuisce ad alimentare quellโ€™aura che avvolge Roma giร  dai secoli precedenti.

Si tratta principalmente di pittori/fotografi che, nelle prime uscite in gruppo, sistemano le macchine fotografiche negli stessi luoghi, in alcuni casi rendendo complessa lโ€™attribuzione di alcune fra le prime immagini. Lโ€™iconica scalinata di Trinitร  dei Monti da via dei Condotti o, caso ancor piรน paradigmatico, il Foro, sono sostanzialmente ripresi da punti di vista condivisi da tutti i primi fotografi, con minime varianti. In questo viaggio romano tra romanticismo e neorealismo, torna in piรน scatti il Monumento a Vittorio Emanuele II, una delle emergenze architettoniche di maggior impatto, anche simbolico e politico, della cittร  eterna.

Lโ€™esposizione, promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, รจ inserita nellโ€™ambito di Artcity Estate 2018

SCHEDA INFORMATIVA

Titolo

ETERNAL CITY

Roma nella collezione fotografica del Royal Institute of BritishArchitects

a cura di Gabriella Musto e Marco Iuliano

Sede

Monumento a Vittorio Emanuele II โ€“ Il Vittoriano

Sala Zanardelli

Roma, Piazza dโ€™Ara Coeli

Periodo
28 giugno / 28 ottobre 2018

Ingresso libero, tutti i giorni

dalle ore 9.30 alle ore 19.30 – ย ultimo ingresso ore 18:45

Informazioni

www.art-city.it