Il 22 settembre 2018, negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlรฌ, aprirร  al pubblico la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre. Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa lโ€™intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalitร  di allestimento.

Dopo lโ€™esordio a Forlรฌ (Complesso di san Domenico), promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlรฌ e da Civitas srl in connessione con la Settimana del Buon Vivere, la mostra sarร  presentata in varie cittร , in Italia e allโ€™estero, a partire da Palermo (Galleria dโ€™Arte Moderna) e Venezia (Casa dei tre Oci) nel 2019.

Ferdinando Scianna รจ uno tra i piรน grandi maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione dโ€™origine, la Sicilia. Ilย suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche โ€“ lโ€™attualitร , la guerra, il viaggio, la religiositร  popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – allโ€™esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dellโ€™agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le coseย  e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dellโ€™arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la piรน ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli:

โ€œUna antologia รจ una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autoritร  civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dellโ€™autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatinoโ€ฆโ€

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Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale รจ quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtร  legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nellโ€™azzardo degli incontri con il mondo.

Le sezioni della mostra:

LA MEMORIA, Bagheria โ€“ La Sicilia โ€“ Le feste religiose

IL RACCONTO, Lourdes – I bambini โ€“ Kami โ€“ Il dolore

OSSESSIONI, Il sonno โ€“ Le cose – Lโ€™ombra โ€“ Bestie โ€“ Gli specchi

IL VIAGGIO, America โ€“ Deambulazioni – I luoghi

RITRATTI

RITI E MITI, Le cerimonie โ€“ Donne โ€“ Marpessa

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In una audioguida che sarร  a disposizione di tutti i visitatori (in italiano e in inglese), Scianna racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, che consentirร  di conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo.

Un documentario sarร  proposto in mostra, dedicato alla vita professionale di Ferdinando Scianna.

 

La mostra sarร  corredata da un grande catalogo pubblicato da Marsilio Editori.