Quando consideriamo l’avventura di Hitler, la Germania nazista, il genocidio degli ebrei, la Seconda guerra mondiale, la nostra mente pensa istintivamente ai lugubri sogni di grandiosità di un pazzo, a un intero popolo che l’ha seguito, a un ineluttabile concatenarsi di eventi che ha trascinato il mondo nel più sanguinoso conflitto del secolo scorso. E in effetti è così, ma non solo. A rendere possibili i grandi eventi, addirittura a precipitarli, è anche una componente individuale che spesso la storia trascura di prendere in considerazione, un lato umano fatto di singoli caratteri, capricci, piccole manie, arrivismi calcolati, errori di valutazione e formalismi che in maniera infinitesimale, ma determinante, mettono in moto una successione di azioni e reazioni che danno luogo ai fatti che poi studiamo sui libri di storia. Il breve romanzo di Eric Vuillard, con grande ironia ed estrema accuratezza storica, racconta proprio questo. Veniamo così a sapere che l’Inghilterra ha reagito all’annessione dell’Austria con mezza giornata di ritardo perché l’ambasciatore tedesco Ribbentrop tratteneva Chamberlain e Churchill parlando loro della sua passione per il tennis, che Krupp e Opel e gli altri industriali tedeschi sostenitori del regime “affittavano” deportati dai campi di concentramento da utilizzare come operai gratuiti, che l’invasione-lampo dell’Austria in realtà si è svolta caricando uomini e mezzi su treni di linea perché la massiccia colonna di blindati germanica è andata in panne appena varcato il confine. Aneddoti curiosi e sconosciuti che, sebbene spesso facciano ridere, ci fanno capire in maniera agghiacciante quanto alcuni particolari all’apparenza insignificanti possano imprimere alla storia un tragico corso.

L’autore
Nato a Lione nel 1968, Eric Vuillard è scrittore e regista. Il suo primo romanzo, Le Chasseur, è stato pubblicato nel 1999 (Michalon). I suoi tre romanzi successivi Bois vert,  Tohu Conquistadors sono stati pubblicati dall’editore Léo Scheer. Nel 2012 publica con Actes Sud La bataille d’Occident e Congo. Tristesse de la terre: une histoire de Buffalo Bill Cody ha ricevuto il Prix d’une vie nel 2014 e il Prix Joseph Kessel nel 2015. Nel 2017, l’autore ha ricevuto il Premio Alexandre-Vialatte per il romanzo 14 juillet (Actes Sud, 2016).