Mercoledรฌ 17 ottobre 2018, alle ore 19.00, inaugura allo spazio NonostanteMarras la mostra Reliquiae del fotografo Raffaello Bassotto, a cura di Francesca Alfano Miglietti, che rimarrร  aperta al pubblico fino al 13 novembre 2018.

In mostra una serie di fotografie di reliquie che Raffaello Bassotto realizza tra il 2011 e il 2014, ognuna delle quali assume il valore di โ€œmemoria di una memoriaโ€.

Piccole ossa, cartilagini, frammenti di abiti, capelli, oggetti della passione, chiodi, corde, unghie, ciglia, organi interni, braccia, dita, arti, queste sono reliquie: le parti rimaste di un piรน vasto corpo fisico, frammenti di un insieme disperso, corrotto, avanzi di vite estinte sul piano biologico ma ancora vive nella dimensione simbolica e apotropaica del culto, della richiesta di cura, di aiuto, di intercessione con il registro umano.

Sono proprio questi gli oggetti fotografati da Raffaello Bassotto, che ne studia da un lato il significato religioso e dallโ€™altro il simbolo magico di cui sono portatori.

La storia della reliquia ha origine antichissime e dicotomiche: un oggetto sottratto alla morte, di cui ne รจ inevitabilmente parte, carico di significati allegorici, portafortuna, simbolo di forza e dei poteri dellโ€™eroe-santo cui apparteneva.

A partire dal Medioevo le reliquie (dal latino relinquere, lasciare dietro) sono state oggetto di adorazione, ricerche, brame, collezioni, rapine, falsificazioni, venerazione ed esposizione. Le caratteristiche di autenticitร , raritร , acquistabilitร  e monetizzazione, insieme alla loro esponibilitร  in privato e in pubblico fanno delle reliquie il nucleo del museo moderno.

La grandiositร  di umanitร , speranza e sacrificio che si cela dietro a questi minuscoli pezzetti di passato ha suscitato in Raffaello Bassotto un interesse per tutto ciรฒ che circonda le reliquie: le bacheche in cui sono custodite, i gioielli e i castoni. Le sue foto, come afferma Francesca Alfano Miglietti, โ€œ(โ€ฆ) sono dei viaggi poetici che ci portano oltre il momento raffigurato, spesso oltre la fotografia, una sorta di racconto, una specie di lamento sul corso del tempo. Ogni una fotografia รจ una traccia, e cosรฌ preleva dal reale un istante, e lo trasforma in unโ€™apparenzaโ€.

 

Milano, ottobre 2018

 

TESTO A CURA DI FRANCESCA ALFANO MIGLIETTI

Le macchine fotografiche sono scatole per trasportare le apparenze; e queste, a loro volta, sono costruzioni umane, artefatti culturali, tracce.
Le foto non traducono le apparenze. Le citano
.ย 

John Berger, Capire una fotografia

Un corpo, quello dell’arte occidentale, che nella sua iconografia meno prevedibile, assume su di sรฉย  le tensioni di una tradizione religiosa che ha deciso di mostrare i segni di una lacerazione, di un distacco, di una frattura. E’ piagato, ferito, violentato, il corpo dell’arte, e, facendosi gioco del tempo, si riappropria dello shock di segnalare come un pericolo la disponibilitร  occidentale alla manipolazione.

Lavora con quello che trova, Raffaello Bassotto, quello che incontra, selezionando ciรฒ che della cultura permane nel pensiero, nei modi, negli oggetti, nelle costruzioni, nella memoria estetica. Quello di Raffaello Bassotto รจ uno sguardo lento, uno sguardo che aiuta a capire, a indagare, ad avvicinarsi, che intesse un linguaggio capace fornire una nuova visione del paesaggio urbano e dellโ€™architettura, cosรฌ come di frammenti e di oggetti. Tracce di tempo, e tracce di luceโ€ฆ Alcuni soggetti, qualsiasi sia la loro natura, assumono una fattezza che ricorda il tempo umano, il percorso, la scoperta, la cadutaโ€ฆ Bassotto riprende uno spazio costruito, nelle quali l’oggetto prevale sulla visione: Oggetti in posa, La fabbrica delle campane, La fabbrica del colore, Sul reale, Relique…, muri, oggetti costruiti,ย  nicchie, forme simboliche che suggeriscono la riflessione sul tempo e sulla fine.

Reliquia: In senso religioso, resti corporali, oggetti dโ€™uso, prodotti o tracce di personaggi dโ€™importanza religiosa, o attribuiti a essi, custoditi in luoghi sacri e venerati nel culto; in particolare, nella tradizione cristiana, i resti mortali del corpo (o il sangue custodito in ampolla) dei martiri della fede, gli strumenti del loro martirio, o anche il corpo di un santo.

Le reliquieโ€ฆ Tutto cominciรฒย con i primi martiri, sono stati proprio i corpi deiย martiri a costituire le primeย reliquie durante i primi secoliย dopo Cristo, e nel Medioevo,ย  le reliquieย divennero fonte di prestigio eย denaro per i santuari che leย possedevano, consideratiย dai fedeli mete di pellegrinaggio.ย  La nascita e lo sviluppo del culto delle reliquie รจ un incredibile viaggio nato nei primi secoli del cristianesimo, e la loro enorme diffusione rispondeva a esigenze di un’epoca divisa tra luce e tenebre.

Non solo venerate, le reliquie venivano anche collezionate, distrutte, vendute, trafugate, perdute, duplicate. E sono foto di reliquie quelle che propone Raffaello Bassotto. Un presagio di morte o forse del rapporto dialettico che intercorre tra morte e vita incarnato dalla serie che caratterizza questa produzione fotografica: immagini della fine, del deperire, della distruzione, come se si volesse immobilizzare il tempo, congelare la vita, proteggere i corpi speciali dal loro deperimento, del tempo, dellโ€™apparire, dellโ€™immagine e del corpo. Un percorso intrapreso da Bassotto su un io frammentato ed esposto, che si dona agli occhi del pubblico, che si lascia guardare. Un corpo che si espone e che trova nellโ€™esporsi il suo equilibrio, la sua bellezza. La parola reliquia viene dal latinoย โ€œreliquiaeโ€: cioรจ resti, la reliquia, cioรจ ha a che fareย con ciรฒ che resta, che non cโ€™รจ piรน. Foto di bacheche, reliquari in cui giacciono e vengono mostrate delle estreme fragilitร : uno scheletro immediatamente frantumabile, uno spazio immobile, in cui la vita possa stare senza trascorrere.

Molte delle fotografie di Raffaello Bassotto sono dei viaggi poetici che ci portano oltre il momento raffigurato, spesso oltre la fotografia, una sorta di racconto, una specie di lamento sul corso del tempo, Bassotto vuole capire, e per capirle, bisogna soltanto guardare di piรน, e guardare meglio. Per Bassotto ogni una fotografia รจ una traccia, e cosรฌ preleva dal reale un istante, e lo trasforma in una apparenza.

 

INFO

Raffaello Bassotto รจ attivo dagli anni Settanta, autore assieme al fratello Enzo di numerosi libri dedicati inizialmente alla fotografia documentaria di carattere sociale (1980 Borgo Nuovo, 1983 Centโ€™anni di vita, 1990 Storie quotidiane), con i quali partecipa nel 1995 alla 46. Biennale di Venezia. Successivamente si dedica in maniera esclusiva allโ€™Architettura e allโ€™Archeologia Industriale (1990 Opifici Manifatture Industrie, 2011 Architettura Scavata, 2014 Archeologia del 900), collaborando al progetto Archivio dello Spazio della Provincia di Milano e successivamente Museo Villa Ghirlanda, C. Balsamo (MI). Le ultime ricerche sono focalizzate sui particolari: oggetti in posa, macchinari, muri di fabbriche, nature morte, reliquie religiose e collezioni di feti (2000, Museum – 2000, Nel Giardino di Darwin – 2002, Nature morte – 2015, Reliquiae – 2017, Objects 2017/2018).

 

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra: Reliquiae, di Raffaello Bassotto. A cura di Francesca Alfano Miglietti

Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano

Inaugurazione: mercoledรฌ 17 ottobre, ore 19.00
Apertura al pubblico:
Orari: dal lunedรฌ al sabato 10.00-19.00 | domenica 12.00-19.00

Info: tel.: 02 76280991 โ€“ mail: bottega@antoniomarras.it

Sito: www.antoniomarras.com