SINOSSI
Un gruppo di quarantenni nel pieno di una crisi di mezza età decide di formare la prima squadra di nuoto
sincronizzato maschile della piscina che frequentano. Affrontando lo scetticismo e la vergogna di amici e
familiari, allenati da una campionessa ormai tramontata e alla ricerca di conferme, il gruppo di imbarca in
un’avventura fuori dal comune per riscoprire un po’ della propria autostima e imparare molto su se stessi e
sugli altri.
Note di regia
Sette uomini a mollo è il primo film che giro da solo. Dopo Narco e Gli Infedeli sono riuscito a
trovare un soggetto che potesse essere intimamente connesso al mio io più profondo.
Ci sono voluti 5 anni per completare questo film e per riuscire ad esaminare quella stanchezza – o,
più che altro, quella latente depressione – che stavo iniziando a notare in molte persone della mia
generazione, o più in generale in Francia. In questa gara di individualismo nella quale siamo
intrappolati nonostante la nostra volontà ci scordiamo di cosa siano la collettività, la passione, l’
apprezzamento, lo sforzo.
Ho iniziato da qui per scrivere la sceneggiatura, ma sentivo che mancava ancora qualcosa.
Il punto di svolta è arrivato quando Hugo Selignac mi ha consigliato di vedere questo
documentario su ARTE a proposito di questo gruppo di uomini svedesi che facevano nuoto
sincronizzato, e ho così realizzato che avevo trovato il mio soggetto: un gruppo di uomini più o
meno disillusi che cercano di fare i conti con i loro sogni infranti.
Sebbene sia un film corale, la particolarità di questo film è il modo in cui ho sviluppato la storia e la
traiettoria di ognuno dei personaggi. Volevo che ognuno avesse la propria esistenza ed esperienza
di vita. In più essendo un film per lo più recitato da attori maschi dato il suo soggetto, volevo che
una buona parte del minutaggio fosse dedicato anche alle loro controparti femminili. Perché è
grazie alle donne – e per le donne – che i miei protagonisti alla fine ce la fanno.
Il film ha anche un lato musicale importante. Essendo tutti gli attori appartenenti agli anni ’80 mi
sono voluto concentrare su brani appartenenti a quegli anni E il mio sogno è diventato realtà
quando Jon Brion, del quale sono un grande fan, ha accettato di realizzare la colonna sonora. Il suo
lavoro gioca un ruolo di rilievo nell’esprimere la tristezza dei personaggi.
A differenza di Narco, per 7 uomini a mollo non ho visto nessuno di questi film perché preferivo
essere libro da qualsiasi influenza, anche se ce ne sono necessariamente alcune recondite.
È un film unico nel suo genere, che racconta quel sentimento da ͞condivisione di gruppo͟ che mi
aveva molto colpito mentre frequentavo gli incontri degli alcolisti anonimi per preparare la mia
parte nella serie di Jaques Maillot ͞Une Singe sur le Dos͟, nella quale interpretavo, appunto, un
alcolista. Ero strabiliato dal calore, dal dialogo e dal supporto che puoi trovare in questi gruppi,
insieme ad una totale mancanza di g