Editoriale di oggi. Cosa scrivere, con i tempi che corrono. Che il 2019 sta andando meglio del 2018? Speriamo di sì. E non siamo ancora in televisione. Ancora, si spera. E che questo anno ci porti ancora più gioie di quelle passate, e che questo anno ci porti ancora quello che ci sta portando in questo momento. E che sia bello come il 2018 e che sia ricco di sorprese. E che questo anno ci porti insieme quello che ci appartiene ancora. La nostra identità. Ecco allora che ci chiediamo come sia importante avere una identità propria e senza frastornamenti, e come gli hacker di oggi siano stati così tanto importanti da indicarci che la nostra identità è veramente importante. A me è capitato che la mia idendità sia stata sensibile, e che sia stata hackerizzata. E credo sia giusto non dare più peso a una identità sensibile che è stata hackerizzata. Una idendità sensibile che è stata hackerizzata da dieci anni a questa parte, anche da amicizie strette. Incredibile, da persone incontrate per strada, perlopiù donne ma anche trans, e da persona amica, come d’impatto e come di una volta una tantum, che invece si ripete ogni giorno. Un po’ di questo pubblico era di altro sesso, anche non compiuto, un po’ di questo pubblico era di sesso femminile, e pochi di sesso maschile. Ma essere  killerati da un altro documento è quanto di più brutale possa esserci. Si corrono un sacco di pericoli, pericoli di vita. E alcuni, i loro familiari scopro ora, ti fanno rispondere delle malefatte degli altri, come a ricatto. Come a ricatto. Mi è successo anche a livelli alti, e tutta la storia se ne andava con il ricatto, ed era pesantissimo. Era pesantissimo perché non vero, sensibile e inesistente. E si arrivava anche lontano. Incredibile come la pesantezza del momento sia ancora la legggerezza di una identità sempre esistita.

Essere lei, essere lei nel tempo, essere lei nel passato, che leggerezza. Eppure era vero ed era così nel corso degli anni, e non si alleggeriva il tempo. Il tempo non si allegeriva e neanche un documento. Un caso che coinvolge circa dieci pericolosissime persone  e venti pericolosissime persone, a rischio di vita, più la loro cerchia di amici. Forse ne parlerà Stieg Larsson nei suoi prossimi libri, forse dovremo aspettare ancora per leggerlo, chissà. Forse ci vorrà ancora qualche anno perché la cronaca lasci il passo alla letteratura. Di me avevano tutto. Anche l’avatar, fino a che Satana si è impossessato dell’avatar, cosicché fosse lui quello vero nel passato, tanto era vero il caso. Tanto era vero il caso che ci si prostrava davanti agli occhi. Ecco allora che la realtà non appannava, e diventava un caso di non cronaca, che diventava un caso di non cronaca per la pesantezza del caso. E allora via al pericolo di morte non quotidiano. E la loro cerchia di amici andava ingigantendosi in una cerchia ristretta e mai camminata, tanto erano sconosciuti i ventina di personaggi, e tanto erano conosciuti le altre.

Paura addio, evviva le leggerezza, e ognuno si prenda le proprie responsabilità (non mie di certo). Erano vasi cinesi.