Ci sono molti motivi per dire “no” allo stupro. Perché si rischia di esseere stuprati anche per dodici mesi almeno una volta nella vita, e dire “no” allo stupro comincia a essere una cosa molto importante. “No” allo stupro è anche un canto della moda, è anche un canto della moda che comincia a essere se stessa, e comincia a essere se’ stessa perché comincia a essere preponderante il modo di essere intelligenti, e di essere intelligence.

Ecco allora che dire “no” allo stupro comincia a essere un diktat della moda, e un diktt importante, perché la donna che è sottomessa esiste al mondo, e si è stuprati anche per un anno intero. E allora al via con le congetture, e al via con le collitterazioni, se si conosce a fondo una donna stuprata si sa che una donna stuprata è una donna stuprata per davvero, e una donna stuprata comincia a essere così importante per la società che il grido del “no” allo stupro comincia a essere importante. Si conoscono personaggi importanti, ma personaggi importanti che dicono “no” a molte cose. Ebbene, gli stilisti hanno dato forma a questo diktat, cercando di interpretare le botte, che hanno preso le donne nel tempo dei tempi, e che hanno dato forma al “no” allo stupro.

Gli stupratori di solito ti perseguitano per anni, e formano un circuito di accondiscendenti che accondiscendono, appunto, allo stupro in quanto tale. E non  c’è cosa più triste. E poi chi si viene a sapere che era il persecutore vero? Lo stupratore. Eppure le grida in giro per il mondo le abbiamo sentite tutti, eppure le grida erano le sue. Ma l’accesso al lavoro diventa sempre più difficile, e l’accesso al mondo dell’arte diventa sempre più difficile. Eppure quel diktat diventa sempre più importante. Ecco allora che il nostro dire “no” a qualcosa di brutto veramente diventa importante. E diventa sempre più importante. Importate come il nostro modo d’essere. Importante come il nostro modo di vivere. Importante per noi e per la gente che lo vive e che ci lascia vivere in modo diverso. Il tempo successivo dovrebbe essere formato tutto a regali, tutto da gente perbene, tutto da allontanamento dallo strupratore. E invece molte volte ci sono diktat che esistono, e si scopre che la rete dello stupratore è molto importante, che il tuo negozio chiude, che il sito vacilla, per l’onnipotenza quasi di questo stupratore. E ci sono copie tue in giro, magari ti arrivano anche bollette milionarie, che dicono che gli piace andare avanti con quel tipo, che è il tipo che fa per  te, insabbiando la vera causa, che è quella dello stupro.

Ahi voglia allora a querelare, quando il dolore si fa sempre più profondo e il mondo sembra andato al rovescio. Già ti sei allontanato dal bene, già sembra essere un ricatto ogni passo. E certo, si sta rischiando 10 anni di galera, e certo, si sta rischiando 30 anni di  carcere. Ecco allora che si scoprono le connivenze. E questo era uno stupratore veramente pericoloso. E ti fa vedere il falso. Cioè non è che vivi in un mondo falso, ma sei pieno di guai, i dolori te li devi dimenticare, ti perseguitano, ti fanno  qualche controllo, a volte c’è anche la signorina con i resto dei familiari che ti racconta e ti parla per ore. Per dire “No” allo stupro ci vuole fegato, e se lo stupratore non viene tolto in tempo sono guai, guai per lui, dice la legge, che segue passo passo le querele. Si arriva al diario dell’assurdo, si arriva ad aspettare un bambino che è impossibile che nasca (dallo stupro non nascono i bambini). Bene, il sito non chiude, e le proprietà rimangono sempre più tue e non della connivente di turno, ma quanta fatica. Una donna, stuprata per 12 mesi, è finita su Scherzi a parte perché non pagava le bollette, e così si erano fatti un sacco di risate. Ma chi può avergliele date se non lui?

E il suo sito doveva passare a un’altra persona, ma chi potrebbe ordirlo? Allora, prima che chiuda, e i controlli si erano fatti sempre più precisi e sempre più precisi, e sempre più cattivi, e i dolori da dimenticare, lividi di 2 cm di profondità, con la connivenza di alcuni della famiglia, proprio perché lo stupratore non era stato preso in tempo. Si dimentica tutto, non si dimentica niente.