È passato un anno dalla morte prematura del compositore islandese Jóhann Jóhannsson. In omaggio ad un eccezionale artista e narratore musicale, Deutsche Grammophon pubblicherà una selezione in due volumi delle sue opere più importanti. “RETROSPECTIVE” sarà pubblicato il 26 aprile in edizione deluxe e conterrà i sette album precedenti di Jóhannsson, tra cui l’inedita colonna sonora del documentario “White Black Boy”.

 

Il fenomenale Jóhann Jóhannsson era, secondo le sue stesse parole, “ossessionato dalla trama del suono”. Insieme a una massiccia dose di ispirazione creativa, quell’ossessione gli ha permesso di distillare la musica in forme primarie. Aveva un dono per riunire temi molto complessi e idee musicali fortemente contrastanti con apparente facilità e sorprendente immediatezza emotiva. Il compositore è morto un anno fa all’età di soli 48 anni. Deutsche Grammophon celebra la sua eredità con un progetto retrospettivo in due parti che comprenderà tutte le sue opere principali, insieme a una colonna sonora inedita. La prima parte di questa edizione speciale sarà pubblicata il 26 aprile e comprenderà sette album.

 

Nato a Reykjavík il 19 settembre 1969, la musica è sempre stata parte della vita di Jóhann Jóhannsson fin dalla tenera età. Da giovane ha suonato in varie band rock e pop e faceva parte della scena indie islandese prima di decidere di dedicarsi alla scrittura di musica piuttosto che esibirsi. Englabörn, il suo album di debutto uscito nel 2002, rivela che, anche in quella fase iniziale, era già un maestro della narrazione, un compositore in grado di tradurre sentimenti ed emozioni in paesaggi sonori potenti e suggestivi dipingendo ritratti musicali avvincenti. Jóhannsson ha ottenuto fama internazionale con la colonna sonora del 2013 per il film Prisoners: solo due anni dopo ha vinto un Golden Globe e una nomination all’Oscar per la colonna sonora di The Theory of Everything. Una seconda nomination all’Oscar è stata seguita nel 2016 per il thriller Sicario (2015). Ha continuato a scrivere le partiture per il film di fantascienza Arrival e per The Mercy. L’ultimo album è stato pubblicato poco prima della sua morte mentre altri progetti di Hollywood erano ancora in cantiere.

 

Figura pioneristica nella scena musicale contemporanea, Jóhannsson ha ignorato le barriere tra musica classica ed elettronica. Fondendo elementi minimalisti, forme tradizionali, espansività sinfonica e suoni acustici ed elettronici, ha creato non solo immagini di lirica, ma anche un nuovo idioma musicale.

 

La selezione dei primi lavori che sono stati scelti per RETROSPECTIVE I mostrano che Jóhannsson è stato un compositore di immaginazione e versatilità dosate in egual misura. La prima registrazione è “Virðulegu Forsetar”(2004), un’opera elegiaca di un’ora per ensemble di ottoni, percussioni, elettronica, organo e pianoforte, registrata a Reykjavík. La colonna sonora “Dís” vanta una schiera eccezionale di artisti, tra cui membri dei gruppi The Funerals and Singapore Sling, e il cantante Ragnheiður Gröndal, che danno voce intensa alla malinconica narrativa di Jóhannsson. “And in the Endless Pause There Came the Bees of Bees” – che intreccia la scrittura orchestrale con suoni elettronici di synth in uno stile unico – è stata scritta per accompagnare il film d’animazione “Varmints”, mentre “The Miners ‘Hymns” è il capolavoro audiovisivo, risultato di una collaborazione estremamente produttiva tra Jóhannsson e il regista americano Bill Morrison.

La colonna sonora del documentario “Copenhagen Dreams” è l’omaggio di Jóhannsson alla città in cui viveva all’epoca: un collage sonoro commovente per quartetto d’archi, clarinetto, celesta, tastiera ed elettronica. Per quanto riguarda “Free the Mind”, scritta per un documentario sul potere della meditazione, è una composizione per orchestra, pianoforte, percussioni ed elettronica.

 

Questo primo volume retrospettivo vede anche l’inserimento della colonna sonora di Jóhannsson per “White Black Boy”. Album inedito, questa è la colonna sonora del documentario danese che racconta la storia di Shida, un ragazzo tanzaniano albino che viene portato via dai genitori e mandato in collegio, per essere tenuto al sicuro da riti di stregoneria.

 

A corredo di questo vibrante ed efficace ritratto musicale di Jóhann Jóhannsson troviamo un libro a copertina rigida contenente saggi di Wyndham Wallace e John Schaefer e una generosa selezione di foto dell’artista che ci forniscono ulteriori informazioni sulla sua vita e il suo lavoro.

Christian Badzura, Director New Repertoire presso Deutsche Grammophon, afferma:

“Siamo onorati di continuare a valorizzare il suo catalogo estremamente ricco e non vediamo l’ora di pubblicare in fututo registrazioni e composizioni inedite”.

 

RETROSPECTIVE II sarà pubblicato nel 2020 e includerà, tra le altre opere, le sue colonne sonore più recenti dei film “Arrival”, “The Mercy” e l’album in studio “Orphée” del 2016.

 

I singoli album dell’edizione RETROSPECTIVE saranno disponibili anche in formato digitale attraverso piattaforme come Spotify, Apple Music, Amazon, Deezer, Google Play Music, YouTube Music.