Manicomio, io ci sono stato. Davvero ci sono stato. E ci sono stato per davvero, sette anni fa. Sette anni di guai veramente. Ci sono ostato veramente sette anni fa per fare una prova, per vedere come se ne esce dal manicomio, per vedere come se ne esce bene dal manicomio, per vedere come se ne esce davvero dal manicomio, per vedere come se ne esce in questo momento dal manicomio. Perché sono il capo dell’antiterrorismo tedesco e questa ragazza mi piace, mi piace perché poi il blog è di un altro e lei va in manicomio. E allora come salvarsi dal manicomio? Non scrivendo. Ecco come salvarsi dal manicomio, perché stare in manicomio significa essere colpevoli. Ecco cosa significa in Germania, stare in manicomio significa essere colpevoli, per davvero, e stare in manicomio significa essere colpevoli per davvero. Stare in manicomio significa essere colpevoli ed essere schiozefrenici. Ecco cosa significa, e questo significa tutto per me. e invece con lei mi accorgo che non è vero. Che ha beni di lusso, che ha beni per sé,  che ha beni di lusso, su cui tutti vogliono mettere le mani sopra. Ecco di cosa mi accorgo. E qui vorrei chiudere l’articolo dicendo che mi accorgo che è innocente, e che i beni di lusso sono i suoi e non di altri. Ecco di cosa mi accorgo. E mi accorgo anche che stare in manicomio significa essere colpevoli per altri. E il bello è che lei non c’è mai stava. Faceva psicoterapia, poverina, in uno studio di psicoterapeuti di città, e mi accorgo che stare in psicoterapia non significa essere colpevoli, per l’acredine co cui scrive dei manicomi e per la gente che ci butta dentro, e sicuramente è anche psichiatra, psichiatra nostra, di gruppo. Ecco cosa significa essere psichiatri oggi, averla sempre dalla parte del coltello, come ce la avevano lei con te. Ora la professoressa non si è mai cambiata, eppure noi l’abbiamo usata per la nostra intelligenze eppure lei si è dimostrata di Al Quaeda, ecco di cosa si è dimostrata questa dottoressa, e lei ancora non lo sa che è stata Guantanamo senza colpo ferire, e che forse è stata anche a Shutter Island per lei senza colpo ferire, e he forse è stata dieci anni in psicoterapia lei veramente, per poi dire è innocente, per poi dire che l’altra ha delle colpe, e allora chi psichiatrizza chi, per poi dire che era una persona strana e dirlo in pubblico e aveva delle armi, e allor stiamola a sentire. Questa dottoressa del nostro tempo, che non arriva dalle università, perché alle università erano obbligate le altre, e ora dice che è una professoressa di Shutter Island? No, ti dice: “E chi può esercitare, mica ho novanta anni, e ciao”. E ciao mia cara, perché ci hai fatto sopportare delle pene dell’inferno con quella psicoterapia, perché era in disuso, perché non  era il manicomio, perché non ea il manicomio per davvero, e allora “non andare dalla dottoressa” e non ci andava per davvero ma era brutto, e ora non è cambiata, sta solo analizzando i pazienti, ecco cosa fa, sta solo analizzando i pazienti, ecco cosa fa. E ora il piccolo deve analizzare i pazienti perché è tradizione di famiglia, e devono far vedere chi sono , e già hanno le lauree, ecco cosa succede, e ora non sono più pazienti, e sono i giapponesi ad averi invaso, e ora chissà cosa succede a noi, e allora chissà cosa succede a noi con i giapponesi, e via discorrendo. Ecco cosa succede allora, che diciamo anche “chi se ne frega, non scriviamo di manicomio”, ma io già lo ho provato per lei, e lo ha provato anche il capo dell’antiterrorismo francese, e ora ci dice che non si sono cambiati per niente in otto anni di terapia e si che c’è, che neanche la mia si è cambiata. Shutter Island, siamo sull’isola. E vogliamo scendere.