Quando sorrideva. Vogliono sapere della ragazza con il mitra. Ecco tutto. Vogliono sapere chi ci sta uccidendo come degli infami. Vogliono sapere chi uccide come una persona eccessivamente cattiva i bambini e i ragazzi. Vogliono sapere come Γ¨ possibile che uccida. Vogliono sapere come era prima. Ecco a domanda che ti fanno, e non sembra piΓΉ uno sfottΓ². PerchΓ©, a un certo punto, sembrava anche uno sfottΓ². Sembrava che dovessimo essere tutti invidiosi, di questo denaro cosΓ¬ spaventato ed esagerato (ve la racconto) nelle sue mani, sembrava che dovessimo essere cosΓ¬ invidiosi di questa persona cosΓ¬ danarosa, che invece ebbe un crack. Ecco allora che questa persona cosΓ¬ danarosa a noi non provocava invidia. E non perchΓ© fosse strana, perchΓ© erano fatti suoi, vero Γ¨ che era isolata. CioΓ¨ sembrava un altro mondo. Andavamo in giro con i maglioni per studiare, e le sue erano pellicce. Andavamo in giro con i maglioni a collo alto e le sue erano paillettes, andavamo in giro a piedi e le sue erano macchinone enormi per noi ma anche per tutti. Insomma, se si studia il maglione Γ¨ maglione per tutti. Ed Γ¨ vero che Γ¨ cosΓ¬ in tutto il resto del mondo. E non sorrideva spesso, ma spesso metteva i panni al sole. CioΓ¨ β€œho questo, ho quello” era il suo evergreen. Ma non era neanche particolarmente bella. E non perchΓ© β€œnon” fosse particolarmente bella, ma perchΓ© non lo era davvero. Allora era un lustrino, ma forse era roba finta. Era roba finta perchΓ© lo indossava lei per davvero, e lo indossava lei per davvero perchΓ© lo portava. E non per cattiveria non era roba vera, ma perchΓ© ebbe un crack mastodontico a nove anni, che la fece crollare in basso, e finirono le paillettes, finirono i lustrini, finirono le storie sul suo conto, e non continuΓ² piΓΉ a elugubrare β€œlo ho io, lo ho io”. Insomma, finirono parecchie storie sul suo conto. E non finΓ¬ per terra perchΓ© la scuola era solida, l’istruzione era solida, e la scuola era di benestanti. Ecco allora che la scuola era di benestanti davvero, e forse eravamo abituati a portare il maglione, e non c’era niente di sbagliato a portare il maglione, ed era un maglioncino (l’occasione fa l’uomo ladro, e quel maglione lo porto ancora, cosΓ¬ caldo e rassicurante). E allora bisogna dire che si studia quando si studia, ma bisogna sapere anche come si sta al mondo. Si sta una meraviglia, direbbero molti, ma smitragliare per strada non Γ¨ davvero normale. E cosΓ¬ la conoscenza si perde, e si torna intelligenti. La conoscenza dieci anni fa la stavo perdendo io, e per davvero, e ora tocca ad altri. La stavo perdendo io per davvero per i colpi di mitraglia di questa persona. per davvero. La stavo perdendo io perchΓ© mi sparava addosso. E mi sparava addosso per davvero. Ora tocca ad altri infausti, per davvero e per meraviglia, e allora sono qui a scrivere. E non sembra, ma su quel tetto da piccola c’è anche una traccia di me. insomma stavo morendo come uno scemo anche da piccola, per davvero, e questo Γ¨ spaventoso e fa ridere allo stesso tempo. È spaventoso perchΓ© fa spavento un piccolo che muore da piccolo, e io ero tra quelli, e perchΓ© si muore tutti. Il mio non Γ¨ un quartiere dormitorio, e non Γ¨ davvero, perΓ² si rischia di morire in tanti. E non ce ne siamo andati: dentro casa ci sono le nostre cose, dentro casa ci abbiamo vissuto, dentro casa ci eravamo davvero. E ci amavamo dentro quelle case, eravamo noi, eravamo scherzosi, sorridenti, solidali. Questo buio te lo dΓ  solo la morte. Devo essere non morta per davvero. E sono ancora viva.