Falsi, falsi come una moneta falsa. Psichiatri falsi (era gente in manicomio che andavamo a visitare), infermieri falsi, gendarmi falsi e giudici falsi gli pischiatri erano falsi. E sono stata otto anni in psicologa da due dottori. Una è quella alta alta con le meches, l’altra è quella con il caschetto moro. E temo di aver detto tutto. Temo di aver detto tutto perché i vestiti non li cambiavano mai. Otto anni e due tailleur E si sono detti, ed erano, ricchissimi, per davvero. Erano ricchissimi per davvero come dottori, come ti immagineresti un dottore. Ricchi come ti immagineresti un medico. Eppure ci hanno prescritto medicine. Eppure ci hanno prescritto cure mediche, eppure ci hanno prescritto cure mediche per davvero. Per otto, lunghi, anni. Ci hanno pure ingrassato, anche se nel mio caso era una prescrizione medica davvero. E le signore non avevano laurea. Avevano la laurea in scienza e l’altra non era neanche medico ma era psicologa. E in quel periodo mi sono venuti a mancare i parenti. Mi sono venuti a mancare i parenti per me, mia sorella non si trovava più, e non era drogata,, mia madre e mio padre cambiavano troppo spesso volto e quella signora si aggirava, era la psicologa, con l’arma sempre in mano, e anche l’altra, dopo il lungo racconto della Bionda è oppuortuno dire che era armata di pistola, e che con questa mi colpiva il cranio. Era così che iniziavano interminabili ore di psicologia, con gente poco dottore come molto Calamity Jane, che si divertiva a pestare.

Se ti sparano non succee niente, e non siamo in zone particolarmente terremotate. Prima di vedere queste persone dimenticate dal cielo e dal mondo, abbiamo dovuto aspettare anni. Abbiamo dovuto aspettare anni, perché non vedevamo luce per davvero. Non c’era giustizia e queste pensavano di essere come in ungrande film. La verità è che sono srtate relegate in manicomio da piccole. Queste due signore che mi hanno spearato talemte tanto in fronte da passare per latitanti, visto che non erano in galera, erano così occupate a sparare che le hanno lasciate in queste strutture per dieci anni. E mi preme parlare della bionda per il cambio di vestiti mai fatto. Sempre le stesse calze, sempre la stessa tunica, sempre lo stesso tailleur fucsia. Ma come è possibile con tutti quei soldi che prendono per curare i pazienti? E lo studio, abbastanza pieno, cioè pieno in modo regolare. Pieno in modo regolare per davvero. Ora, sono tre anni che ci aggira con una puntura in mano, e ha sempre lo stesso camice e non lo ha mai lavato, e non si è mai cambiata. Anche i processanti, che mi hanno processato per sette mesi, avevano sempre gli stessi vestiti e la stessa tunica. Strano ma vero. E questo è dire poco. A dire la verità, la verità è che queste due dottoresse (secondo me, sono state in galera sei e la seconda tra i sette e i nove anni, ma come è entrata è uscita, visto che continua a professarsi tale anche dopo la galera, si è cambiata vestito all’ottavo anno, e il camice era sempre lo stesso. Cioè, erano in strutture con il camice una, quella bionda, l’ottanina, e l’ottanina si è cambiata una volta. Di sevizie ne abbiamo già parlato, ma del colpo d’occhio non ne abbiamo mai parlato. Perché il colpo d’occhio vuole che non si siano mai cambiate d’abito, che abbiano sempre lo stesso abito. E come è possibile. Non è possibile, esatto. E’ esatto. Di solito non fumano, non  bevono, e sono sempre in strutture per dieci anni, e non cambiano. Ma non si cambiano, il camice. E sono in una struttura dove tu sei obbligata ad andare per otto anni, per dieci anni, dove ti sei fermata quanto, a dire la verità, a dirla tutta, e dai diciamola tutta, venti giorni per stupro (dello stupro ne abbiamo già parlato, è durato venti anni in tutto, è durato dodici anni contati, senza ridere, senza ridere (senza ridere, era serio serio), ma poi in psicoterapia ci siamo andati noi, e questa Nostra, di cui raccontiamo sempre, è sempre in  giù. Non sorride alle visite, non le ama, ci va, spera di arricchirsi, ma quello scorpione da idraulico in testa, chi se lo scorda, quella lettiga dentro quella casa putrida, sporca, quelle idrauliche in testa, quelle sferzate al cervello (cervello purtroppo aperto), chi se le scorda. Ecco tutto, questa ragazza giù, che spera in Freud e trova un caschetto e una bionda, guarda al cielo come tutte le ragazze. E non guarda al dito. Ha la schiena spezzata, è piena di domande, ecco cosa ha molti curiosi ma poche risposte. Andare dallo psichiatra può essere anche divertente, questo è vero, ma andare dallo psichiatra per otto anni è davvero una incognita. Menata, picchiata, e mai fermate quelle pinze in testa. Mai fermate quelle tenaglie intesta .e in psicoterapia da lei. L’amica del padre, l’abbiamo raccontato. Era l’amica del padre stupratore, ecco cosa era. Era vero che lo era, perché ci sono dieci anni, e non un mese (di un mese se ne sorriderebbe, di dieci anni no, lascia a pensare). Ma mentre eravamo osservati, questa donna così in posa strana (lasciò le tenaglie e delle tanaglie da idraulico, il padre lo è, non se ne parò, perché si nascose, e lo fece con prassi ma inosservata), ma non si cambiò mai ed era sempre presente non lo abbiamo, finora, mai detto. E passi pure che era in struttura semi manicomio, passi davvero pure, ma che non si cambiò d’abito non può passare inosservato. Era povera ma manco per niente, posto fisso e posto fiso sempre, e il tailleur non è una divisa. Ebbene sì, il tailleur non è una divisa e in dieci anni ne ha indossati due. E sempre le stesse scarpe. Già lo ho osservato.  Guardare il dito, si diceva, è criminologia, e non si può n si deve, parlare di altro. Ma nella grossa struttura, per diciannove anni, con due tailleur, c’era lei. E anche questi ispettori indossano sempre lo stesso abito. Sulla scena del crimine