Signori, quando ti uccidono ti uccidono veramente. E quando ti uccidono provi un senso di stupore, perchΓ© la vita Γ¨ veramente grama. E’ veramente grama perchΓ© ti sbatte in copertina come un mostro, mentre il mostro Γ¨ quello che ti uccide. Ho conosciuto una mia conoscenza che ha ucciso, che ha ucciso veramente, e davvero e seriamente, e con tutto il cuore, e lo ha fatto l’altro giorno davanti ai miei occhi. Non so perchΓ© abbia ucciso, e nessuno lo saprΓ  mai, ma vendicava se stessa la morte, con tutte quelle persone stese a terra veramente, che giacciono incolumi e inermi a cercare aiuto al cielo. Allora Γ¨ veramente spiccato sapere quanto ti Γ¨ costata cara la vita, e sapere che quella persona ha ucciso sicuramente anche te. La stessa ,dieci anni fa, Γ¨ da tantissimo che non la vedo, era catturata da una strana forma di stranezze, e cominciava a parlare a basa voci nei cenacoli, nei bar e nei locali. Ecco allora che mi spaventavo davvero, perchΓ© lo faceva con un microfono, microfonata, in mezzo alla gente.

E allora mi spaventavo, mi spaventavo davvero, ma non c’è mai peggio alla fine. PerchΓ© la stessa, dopo dieci anni, si ripresentava come una sedotta dalla vita e dalla gente, e si ripresentava sedotta dalla vita e dalla gente per davvero, e si sentiva sedotta dalla vita, per condurre tale gesto. Ecco allora che il gesto diventava piΓΉ ampio, e iniziava a uccidere. Iniziava a uccidere seriamente, e il perchΓ© lo ignoro. Lo ignoro per davvero, e il perchΓ© sta nella iattura. Nella iattura del gesto, che non semplifica niente. Insomma, questa persona non si sa bene perchΓ© uccida. Non lo sa nessuno e forse nessuno lo saprΓ  mai, si sa solo che ci ha fatto del male, e che ce lo ha fatto per davvero. Otto, dieci anni fa, le prime sparatorie, che sembravano veramente uno scherzo, sebbene fossero rivolte a noi per davvero. Sembravano rivolte a noi ma erano indirizzate a noi per davvero. E via giΓΉ di scorrazzate in giro per i palazzi, ecco come Γ¨ iniziato tutto, con delle scorrazzate in giro per i palazzi che sembravano innocue a tutti. Sembravano innocue ma non lo erano per diversi motivi. PerchΓ© il diavolo forse Γ¨ femmina per davvero, o lo Γ¨ in maniera mascherata, e per noi Γ¨ innocente. Ecco cosa ci fa invidiare il resto del mondo, che Γ¨ innocente, e invece siamo innocenti noi, e lo siamo per davvero. Lo siamo per davvero perchΓ© moriamo da innocenti, e certe volte sorridiamo, sembra quasi, o ci escono delle lacrime, invece ce ne Γ¨ uno che ride, ed Γ¨ il diavolo a sorridere per davvero, o a piangere dalle risate.

Ecco allora che ci sembra strano morire, ecco che significato che possiamo dare al sorriso che portiamo, o invece sorridevamo a un amico, mentre prendevamo il caffΓ¨. E morivamo come degli scemi. Ecco, siamo morti come degli scemi, allora non siamo morti per davvero. Ma vi immaginate uno che muore con il caffΓ¨ il mano, mentre dorme smitragliato, mentre prende il bus fatto a pezzi, mentre sta in una delle piazze centrali di una cittΓ  e viene stritolato. Insomma, a me Γ¨ capitato, altrimenti non mi permetterei, e proprio da lei (e il Diavolo veste Prada, cioΓ¨ forse Γ¨ una donna, forse non Γ¨ uomo, saremmo piΓΉ esatti dopo averlo conosciuto). E non vi sembra una morte da scemi? A me ora lo sembra, e ne scrivo per sddrammatizzare la paura, che fa Novanta per davvero. Mai vista persona piΓΉ cattiva, perchΓ© sta uccidendo bambini, e successe anche negli Anni Novanta, e dovremmo fare anche altre ricerche per capirlo meglio, ma pare che questa ragazza negli Anni Novanta sia giΓ  stata protagonista di tali smitragliate, e anche noi, e ci reputa in qualche modo colpevoli e (li sta smitragliando sul tetto), su quel tetto c’eravamo veramente noi. E siamo sopravvissuti per davvero. CioΓ¨ sono io davvero a scrivervi, questo Γ¨ certo, perchΓ© forse non si puΓ² morire da scemi. Ecco quale Γ¨ il significato che do alla mia non morte, ecco perchΓ© sono sopravvissuta. Allora il sorriso Γ¨ il mio e non della morte, e non del diavolo.