E invece erano trans. Ecco che successe dieci anni fa. Cosa successe veramente. In quell’epoca, con tutte quelle prigioi e tutte quelle querele per stupro. Dieci anni in prigione, laddove il manicomio sembra il rifugium peccatorum. Non era il marito, non era il conoscente per strada, era un signore amico di famiglia, che girava per modo suo. Cioè alla Nostra morivano tutti attorno ma lui, magari al Sud, magari al Nord, rimaneva vivo. Con pochissimi familiari. Allora ajvoglia a parlare di truffa. Ecco cosa è successo. Ed è scoop, il racconto è di un reparto di psichiatria dove, magari per poco, quella ragazza, dichiaratamente trans, ha raccontato venti anni di storia. Venti anni di storia realmente accaduta. Sono dieci anni di storia realmente accaduta e accaduta per filo e per segno, ma la storia è trans. Ecco cosa è accaduto veramente. Venti anni fa la Nostra doveva trasferirsi in America a seguito di stupro per pedofilia ripetuta (un pedopornorasta su cui ci siamo soffermati veramente) in America. In America veramente, con i suoi soldi di moda, con i suoi soldi di benessere, con i suoi sogni di benessere. Veramente. Erano tutti complici e nessuno complice veramente. Agivano solitari nel deserto veramente, agivano come trans. Ecco come agivano. Ma non lo erano. La storia rende piede venti anni fa, quando non erano sposi veramente, quando erano mine solitarie. E questo tizio si aggirava per pranzi e cene veramente in giro per case, con un figlio sempre davanti al computer a scrivere. B. e C. ecco come li chiameremo e i nomi sono di fantasia. Veramente, per la pericolosità dei personaggi, perché muniti di microfoni altissimi, e altoparlanti altissimi che neanche i funerali li hanno mai visti. Ecco la storia quale è. Sostituiscono una persona, il trans che perseguita la nostra, e cercano di sostituirla, facendola camminare accanto alla persona per venti anni, veramente, mentre questa persona, accanto accanto, le rubava il cellulare, le rubava la borsa, veramente, rubandole i codici del telefono e, per la pericolosità del personaggio, derubandola quotidianamente. La derubava quotidianamente di centinaia di euro, ed era armata di coltellaccio, pistola, armi da fuoco e certe volte era pure mascherata. Ma c’è di più, aveva anche dei microfoni altissimi accanto, con cui parlava con dei facinorosi che si portava veramente appresso. I veri fidanzati della Nostra (niente di meno vero), i veri fidanzati della nostra veramente, diceva al microfono. Niente di meno vero. Non li aveva mai visti né conosciuti, neppure di sfuggita, né sentita la loro voce al telefono. Ecco quale era la verità. Di loro non aveva mai sentito la voce al telefono. Era un trans. Questo si sapeva. Ma questi, che le erano sempre appresso con il microfono, si appendevano al soffitto alla fine di ogni annata, di ogni annata di microfono perché, a detta loro, non sapevano che fosse un trans, mentre questa persona esponeva il veramente le propria identità. E si faceva chiamare, cambiando documento, come la Nostra dalla città, veramente, si faceva chiamare come la nostra veramente e uccideva. Uccideva passanti, personaggi, lasciando biglietti e altro, di saccetà di certo, lasciando biglietti da una parte e dall’altra che era stata lei l’autore del delitto. Si sposava uno di questi che regolarmente lasciava biglietti. Ed era al microfono di notte, di giorno, di mattina, di sera, di notte, di mattina, di sera, veramente, di rigore, sempre vestita uguale, esponendo veramente la propria idendità. E non erano storie alla Bonnie e Clyde, veramente, non erano storie alla Bonnie e Clyde veramente, perché erano matrimoni sontuosi e gente di tutto rispetto, così amavano chiamarsi. Mentre gli altri erano “probi viri”. Anzi, uno solo era un probo viro, ed era il Nostro, il pederasta stupratore, di cui abbiamo parlato sopra. Questo che conosciamo, che conosciamo ora, ci fidanzava piano piano il figlio, veramente, con soldi ingenti, mentre gli altri confessavano, con processi inesauribili e falsi, dichiaratamente, perché questi indicavano la Nostra come vera sposa, e non si sa perché, non avendoli mai conosciuti neanche per strada, neanche per sfuggita, e non avendo Mai sentito la loro voce per telefono. Ora le hanno appeso, mentre questo articolo viene scritto, le teste delle bambine della Nostra al soffitto, veramente, ed è stato il marito.
Nessuno dovrebbe entrarci in questa storia ma, vuoi per un complimento, vuoi per un altro complimento, questo trans aveva il microfono sempre più alto, cioè era o la Bella, o la saccente bellezza da idolatrare. Gli scappava, al marito di turno, il commento, o non gli scappava? Non si saprà mai. E gli amori erano lunghi e al sapore di mora, il sapore di cui ha sempre odorato la nostra. Ecco cosa è successo veramente. Questo. Che se non lasci la porta aperta a questo Trans, questo trans non entra. E allora anche il cane diventa superfluo. Un conto era la Nostra sulla quale gli ispettori di tutto il mondo avevano puntato i fari, veramente. Veramente. Ecco cosa era successo. Che gli ispettori di tutto il mondo erano con la nostra. Allora chi la rinchiudeva, chi la perseguitava, se non mancava nessuno. Non si sa. Cioè si sa. E si sa bene, guerlette false, veramente, starlette false, veramente, o del pedopornorasta o degli altri, veramente, e lei riassumeva, che erano facce brutte e conosciute. Il più basso dei quali aveva venti anni di galera alle spalle. Significa che il finto giudice, alle spalle, ne aveva sessantotto. Ecco cosa si sapeva. E fregarle i soldi era quasi un benessere, perché si allontanavano, veramente. Ed erano molto abili, come gli ergastolani. E nessuno di loro ha studiato giurisprudenza veramente. Questo figlio che aveva questo terzo personaggio entrato in gioco ora, era oncologo. Non si era mai alzato dalla sedia per trenta anni, e non per scherzo, ma per davvero. Cioè lo si trovava seduto alla sedia veramente e sempre, e la cena era in camera, veramente, perché, come detto, si conoscevano veramente. La ragazza che era al micrfono sempre di giorno, sempre di notte, veramente, ora raccontava che avevano ricevuto dall’America 115 milioni di euro veramente, presumibilmente falsi, lasciava intuire, cioè che magari erano di altri, e che ci erano vissuti, con matrimoni su matrimoni, spacciandosi per la Nostra, per Venti anni. Matrimoni ripetuti, spose perfette, e altro. Ora è stata avvelenata, veramente, con un pezzo di cioccolata, e nella minestra c’è sempre veleno, e in una foto la Nostra non ha le gaambe, è stata segata, veramente, dal pedofilo e da un suo amico, tempo fa, e ora in diretta avvelenata. Era tutto vero. E questo andava avanti per venti anni. Il Trans veniva incastrato venti anni, ma si era sposato bene, e godeva di ricchezza. E stava nella ricchezza più totale. Veramente. Però sette anni era stata ricoverata in psichiatria, più nove di prigione. Ma dalla psichiatria non trapelava nulla. Il ricco americano, Mister E., aveva lasciato questa eredità. La Nostra non aveva una lira in tasca di questa eredità, veramente, e dopo tutta l’overture, era portata in un antro del reparto di psichiatria e lì ricoverata. Le cugine erano ricoverate, veramente, erano ricoverate bene, e invece si sposavano, si divertivano, solo più trardi, scontavano nove anni di psichiatria, ma intanto la ospiziavano. Era ospiziata non come una cavia, veramente, ma come una signora che viene trascinata su un ambulanza di punto in bianco, mai conosciuto il malfattore. Ecco come la ospiziavano. Medici falsi, signore munite di pinza per la testa, capo mozzato e altro, medicine quasi inventate, antibiotici scaduti di quella signora bionda ci cui avevamo parlato. Era una delle spose e aveva l’eredità di mister E. lei non l’aveva non perché non l’avesse, ma perché veramente non l’aveva, ecco cosa era accaduto. Ed era ospiziata venti giorni in questo antro del criminale vero e proprio, e non conosceva manicomio, perché nel suo caso invero, inesistente, veramente. Così andava avanti la giornata, e la sorella, e la cugina, parlavano con la signora bionda e la lasciavano ricoverata. Prendevano vecchi processi delle ospiziate veramente, cioè delle persone in manicomio e puntavano il dito, lasciandola in ricovero. E si sposavano veramente per sei mesi a tutti, processando a tutti i minori. Il processo a cui la nostra, incensurata, non aveva mai partecipato, era farsa. Non perché fosse una farsa, fosse falso, o avesse spocchia, ma perché la Nostra era veramente incensurata. Ecco tutto. e più stava zitta, più il pedopornorasta era in agguato. E chi era? Era il compare del primo. La nostra era segata, era fatta a pezzi, quasi quotidianamente, quasi quotidianamente avvelenata, quasi quotidianamente in rianimazione. E veramente. E non c’era vacanza che teneva, veramente, perché le vacanze erano a casa. La lettera finisce, ma ne avremo da raccontare.. Per davvero. Si sposavano, purtroppo, tra gente spaesata perché sotto psichiatria. Cioè all’insaputa della Nostra le condanne per psichiatria vera c’erano, solo che il riflettore, veramente, era puntato dalle ultime, dal trans, dalla signora bionda (le si era dichiarata diplomata in psicologia, quasi diplomata, le mancavano una ventina di esami nel 2009, e lo dichiarava, cioè lo diceva, in buona fede, non nascondendosi, e in totale tono amichevole, seppur erano presenti le pinze con cui le fracassava ogni sabato notte, prelevandola con barelle false, a casa sua).
Ci hanno interrogato, anche venti giorni, ci hanno processato, anche per sei mesi, ma i cadaveri a terra di bimbi nostri amici, per sfortuna, si sono visti, ecco quale è la verità. E stiamo cercando, mentre mandano troppo poco in psichiatria le persone, veramente di ucciderci, di uccidere i nostri amici, tergiversando. Sembra quasi come il volto della nostra, mentre la sorella o la cugina puntano il dito su processi del passato, mentre non guarda il vuoto, ma guarda processi del passato, veramente li guarda, e non è nessuno incredula. Ecco tutto. allora il racconto si fa lesto, ed è onesto. Quindi, ed è la tua direttrice a dirlo, le lettere d’amore arriveranno, ma il caso è veramente questo scritto, e le rivelazioni si fanno sempre più importanti. Ecco cosa succede. E se il marito è un killer, va fermato, ecco tutto, perché il killer va fermato veramente, in difesa di famiglie vere, di deschi caldi, e senza microfoni, trans, e altro, e senza rivelazioni scottanti, perché quelle sono per la piazza, e noi non siamo stati mai in piazza. E questa casa, così microfonata, un film porno di questo pedopornorasta in diretta, veramente, ci fa indossare il camice, veramente, e la laurea è honoris causa.
La trans continuava dicendo che erano veramente fatti accaduti da quei due, e una moglie che sembrava, e lo era allora, ricchissima. E questo tizio, non decenni fa, ma un mese fa, ci aveva processato.