Tenaglie orifizi e lame. Siamo andati incontro a questa gente perché chiedeva aiuto. Veramente. Veramente chiedeva aiuto a tutta la cittadinanza, e gli siamo diventati amici. Veramente. Gli siamo diventati amici veramente perché così ci conveniva fare. E ci conveniva fare veramente perché era il nostro incipit, perché era il nostro essere, veramente, era il nostro “io”. Ora la gente ci chiede aiuto per intrallazzi vari, per avere un posto, per avere più potere, per avere più prestigio. Ebbene, non ne abbiamo, se non per noi. Se non per noi che lavoriamo veramente, veramente sulla faccia della terra non abbiamo altro che vivere, altro che lavorare, veramente, e non vogliamo altro. Altro che essere indiscriminati, veramente, per non vederli mai più. Per davvero. E per essere carini e sinceri, veramente, veramente con il pubblico, ecco perché una mia amica scrive e l’altra no, veramente, e perché l’altra amica non scrive e l’altra scrive. Non perché ci siano delle precedenze, ma perché ci sono davvero delle precedenze nella vita, veramente, nella vita, da dover sopportare. Alcuni avevano le notizie, altri non le avevano, altri le avevano inventate, eppure scrivevano, correvano, ebbene, lo facevano con le notizie degli altri, per sapere, per vivere, realmente, per saperne altre di notizie, per averne altre di notizie, veramente, così vivevano, realmente, in tutto e per tutto, per bene.

Realmente, non avevano notizie e le rincorrevano da altri, realmente, e le rincorrevano veramente da altri perché da altri provenivano, e così facevano anche con noi. Così, una è diventata giornalista e l’altra no, e se ne è andata, e una è diventata direttrice e l’altra no, tutto qua. Ecco perché sono altre le notizie da intercettare, cosicché siano altri a doverle scrivere, e la suora ha detto a noi che erano altri a scrivere le notizie nostre. Niente di meno vero, ce le chiedevano veramente, e ce le chiedevano nel migliore dei modi, veramente, per sapere che fine facevamo, realmente, nel migliore dei modi, per davvero, per davvero a richiedere notizie tutto il giorno, pere davvero così facevano. E così millantavano agli altri che le nostre notizie erano di altri, conglomerando accanto a noi gente pessima, e questo non faceva che peggiorare la situazione, peggiorandola in maniera atavica. E in maniera autoctona. Così facendo, questi erano il male e questi altri  il male da sconfiggere e gli altri erano il male da proferire, così facendo erano il male a dover procedere. Realmente, erano il male da sconfiggere veramente, e così facendo erano il male in tutto e per tutto. Erano il male in tutto e per tutto. Così facendo erano il male visibilmente, così facendo erano il male in tutto e per tutto. Così facendo lo interpretavano il male e lo facevano venire, veramente. Una mia amica soffre di cancro, realmente e ha sempre una psichiatra dietro, veramente, che le chiede come sta, era la psichiatra di un tempo, di dieci anni fa, che oggi segue la persona veramente, e la segue veramente ogni giorno, veramente tanto. Tanto da doversi psichiatrizzare. È la mamma, realmente, e lei neanch se la ricorda, veramente. Neanche se la ricorda davvero, eppure ha fatto chiudere l’ospedale in cui lavorava, veramente, e chiudere l’ospedale in cui lavorava lei, e se ne è andata in tutto e per tutto a casa e non a gambe all’aria. A lei va tutto a gambe all’aria, veramente, perché non è casa sua, e gli altri hanno le turbe, realmente, le hanno così importanti che godono di tutta salute, veramente, e non di altro, veramente, e così godono di ottima salute veramente perché hanno delle turbe gli altri, realmente, e non loro. Così loro erano importanti per davvero, e avevano le turbe importanti, veramente. Così potevano vivere senza turbe gli altri, realmente, perché avevano le turbe gli altri per davvero e per davvero erano gli altri a soffrirne. Quindi turbe e pezzi rubati, era un tutt’uno, e scrivevano che questo e quell’altro erano di altro regime. Ed erano morti. E tutti appresso. Ed erano morti tutti, e tutti appresso. Ora, la mia amica, senza turbe, è costretta a vivere con gli spiriti, realmente, perché sono morti tutti. Anche il grande sta senza far niente e sono tutti a casa sua, veramente, hanno le chiavi del vicino, veramente, e gli entrano dentro casa, veramente, e stanno con lei veramente dentro casa, senza far niente, ad ascoltare il telegiornale cosa dice di loro, veramente, e senza far niente di niente tutto il giorno, si guardano attorno e senza dire niente parlano con la grande. Coì accade a casa della mia amica, perché è morta da tre anni, veramente, che accade anche da altre parti, veramente, così accade a casa dei grandi, realmente, e così accade anche a casa degli altri adempienti, veramente, e così accade anche a casa di chi ci ascolta, veramente, e di chi sa di cosa stiamo parlando. Veramente, tutto quello che accade è sempre colpa nostra, davvero, e stiamo sempre sul chi val là di quello che accade, per davvero, e stiamo sempre sul chi va là di quello che accade veramente, e senza sconto, veramente, per capire quello di cui soffriamo veramente, e di cui soffriamo veramente, ecco di cui soffriamo veramente, non siamo morti.

S. E. M.